Rio Sa Fossa tombato, scatta il sequestro
Grazie alla mappatura della polizia locale con il drone scoperto in via del Nuraghe un grosso tubo per incanalare il torrente
di Serena Lullia
OLBIA
Tombato. Imbrigliato in un grosso tubo e ricoperto di terra. L'intervento in via del Nuraghe, riservato a un affluente del rio Sa Fossa, fiume che poi confluisce nel rio Siligheddu, è stato scoperto dalla polizia locale. Il terreno agricolo di un imprenditore edile, è stato messo sotto sequestro. Per il proprietario è scattata la denuncia penale. Dovrà rispondere di abuso edilizio, intervento in area sottoposto a vincolo e danneggiamento di aree pubbliche.
Il sequestro. Gli agenti incaricati dalla Procura di Tempio di mappare le zone alluvionate il primo ottobre, giorno del passaggio del ciclone Mediterraneo, si sono insospettiti nel vedere dei massicci movimenti di terra in un’area alla fine di via del Nuraghe. Una indagine più accurata, anche attraverso l'uso del drone, ha portato alla scoperta.
Il torrente è stato incanalato in un tubo del diametro di 80 centimetri per circa 60 metri. Il terreno è agricolo e all'interno del Pai, il piano di assetto idrogeologico, è indicato come area di massimo rischio. Vietato anche solo spostare una zolla di terra senza autorizzazione. L'area serve al proprietario per raggiungere il terreno confinante, già di sua proprietà, in cui ha un deposito di mezzi per l'edilizia.
La difesa. Gli agenti della polizia locale, guidati dal comandante Gianni Serra, sono al lavoro per individuare i responsabili. Ieri mattina, sul terreno messo sotto sequestro, si è presentato un imprenditore edile di Olbia. L'uomo sostiene di aver sottoscritto un compromesso di vendita per diventare proprietario dei 6 ettari in via del Nuraghe. 70mila euro il costo dell'area. Ne avrebbe già versato 30mila al momento della firma del preliminare. L'imprenditore ha ammesso di aver realizzato l'intervento di tombatura convinto che si trattasse di un canale di scolo delle acque piovane. A sua difesa ha mostrato anche una mappa in cui l'affluente del rio Sa Fossa non compare. Documento che gli sarebbe stato fornito dal geometra a cui si è rivolto prima di eseguire i lavori.
Zona a rischio. Nelle cronache delle alluvioni via del Nuraghe è più che nota. La strada si trova nella parte alta di via Vittorio Veneto. Lì le case sono state costruite tra due fiumi. Poche gocce e tutto si allaga. Durante le due alluvioni la zona era completamente impraticabile.
Fiumi tombati. Tecnica rodata in città, la tombatura dei fiumi è emersa in tutta la sua gravità all'indomani del ciclone del 2013. E con il tempo e le indagini della Procura sono venuti a galla più casi.
«L'attenzione è massima su casi di questo tipo, ancora di più dopo gli episodi del 2013 e del primo ottobre scorso – spiega il comandante della polizia locale Gianni Serra – . Sulla base dell'incarico della Procura stiamo mappando tutte le zone alluvionate. Un lavoro minuzioso, che svolgiamo con le squadre di agenti a terra e con l'aiuto del drone».
Agente drone. Ormai in forze alla polizia locale, l'agente drone ieri ha sorvolato tutta l'area messa sotto sequestro e ha registrato un filmato. Dal punto in cui il fiume è stato tombato fino al rio Siligheddu, in cui confluisce per poi arrivare al mare. Il Siligh. eddu è uno dei corsi d'acqua esondati durante il passaggio dei cicloni Cleopatra e Mediterraneo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
