La Nuova Sardegna

Olbia

la protesta

Olbia, le famiglie di Maria Rocca: "Vogliamo la nuova scuola"

Stefania Puorro
La scuola di Maria Rocca dopo l'alluvione del  18 novembre 2013
◗
La scuola di Maria Rocca dopo l'alluvione del 18 novembre 2013

Dopo due anni di attesa, i genitori chiedono risposte e tempi precisi sulla realizzazione del progetto: "Finora solo parole"

4 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. "Esattamente un anno fa, l'amministrazione comunale ci disse che i lavori della nuova scuola di Maria Rocca sarebbero cominciati il primo ottobre 2014 per concludersi alla fine del mese di luglio di quest'anno. Al 2015 ci siamo arrivati, c'è stata un'altra alluvione e non c'è ancora uno straccio di cantiere".

Famiglie in campo. A parlare sono i genitori dei bambini di Maria Rocca, ovvero la scuola costruita su un canale tombato e devastata dal ciclone Cleopatra. Una scuola che non verrà più recuperata, come ha detto il sindaco Gianni Giovannelli in consiglio comunale, rispondendo a un'interrogazione di Forza Italia. "Su questo siamo assolutamente d'accordo - dicono le famiglie di Maria Rocca -, anche se un parte di genitori avrebbero voluto questa soluzione. Noi no, e siamo la maggioranza. I nostri figli hanno diritto a una nuova scuola e non possono più essere sballottati da una parte all'altra". 

La storia. Solo per miracolo, durante la drammatica alluvione del 2013, nella scuola di Maria Rocca riuscirono tutti a mettersi in salvo.Quando la zona fu circondata dall'acqua (era il primo pomeriggio del 18 novembre), le insegnanti e il personale della scuola (di loro iniziativa) chiamarono le famiglie per andare a prendere i figli, e quando arrivò l'ultima mamma a ritirare il suo bambino, aveva l'acqua sopra le ginocchia.

I traslochi. Dalla fine del 2013, per sistemare tutti i bambini di Maria Rocca che non avevano più la loro scuola, alcune classi delle scuole medie di via Vicenza (Comprensivo) vennero ospitate al tecnico Deffenu. Per lasciare appunto gli spazi disponibili agli alunni alluvionati. L'anno dopo, il trasferimento dei bambini nell'istituto degli ex salesiani, che era nel frattempo tornato nelle mani del Comune. Traslocarono prima gli scolaretti della scuola dell'infanzia (77) e in un secondo momento anche quelli delle elementari (220 in tutto).

[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:olbia:cronaca:1.12304242:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/image/contentid/policy:1.12304242:1653395507/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Le promesse. "Da quel momento - aggiungono i genitori - abbiamo ricevuto  soltanto promesse sull'imminente avvio dei lavori della nuova scuola. Abbiamo chiesto anche informazioni sul progetto, ma sono sempre stati vaghi e poco chiari. Tra l'altro ci risulta, e speriamo di sbagliarci, che il progetto non preveda nè la mensa, nè la palestra: sinceramente siamo senza parole. In una scuola che fa il tempo pieno, non può non essere prevista la sala per la mensa".

L'alluvione del 1° ottobre. "La seconda alluvione - aggiungono i genitori - ha messo di nuovo in ginocchio i bambini di Maria Rocca. Perché un'ala dell'ex istituto dei salesiani si è allagata (si trova a un piano superiore) e tre classi delle elementari sono state spostate nei locali dell'oratorio della Sacra Famiglia. Uno sballottamento continuo, insomma, a cui vogliamo dire basta. Adesso ci hanno detto che le tre classi trasferite, dovrebbero tornare a  "casa" in settimana. Nessuno però ci ha ancora spiegato quale sia stato il problema e che tipo di lavori siano stati eseguiti".

Genitori esasperati. "Molti genitori - continuano gli autori della protesta - avrebbero voluto trasferire i propri figili in altre scuola della città, anche se lontane dai rispettivi quartieri, proprio perché stanchi di subire tanti disagi. Ma ci è stato detto che questo è impossibile, perché non ci sono posti":

La solidarietà. L'assessore alla Pubblica Istruzione Giovanni Antonio Orunesu,  in consiglio comunale, ha ribadito che i soldi per costruire la nuova scuola (alle spalle del comprensivo di via Vicenza) ci sono tutti anche se ora ci vogliono due milioni e mezzo e non più 2 milioni. Soldi, questi, che erano stati raccolti soprattutto grazie a una catena di solidarietà. Proprio La Nuova Sardegna - a cui il sindaco Giovannelli segnalò la scuola di Maria Rocca come una delle emergenze - aveva lanciato una sottoscrizione partendo con una quota depositata dai suoi dipendenti e aprendola poi (con un conto corrente della filiale 6 del Banco di Sardegna di Sassari) a tutti i lettori. Un appello che aveva riscosso un’adesione enorme. Dopo meno di due mes, la raccolta fondi aveva superato i 90mila euro e i soldi vennero consegnati al Comune di Olbia per la dotazione degli arredi scolastici e per l’offerta didattica. Ma la solidarietà per Maria Rocca era andato anche oltre: c'erano il finanziamento di 1,2 milioni della fondazione Banco di Sardegna e il milione di euro della raccolta fondi del Tg La 7 e del Corriere della Sera.

[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:olbia:cronaca:1.12304252:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/image/contentid/policy:1.12304252:1653395507/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Il progetto. E' quello pensato dall’architetto Giuseppe Diana, 27 anni, di Casapesenna. È lui (su 34 progetti presentati) ad aver vinto il concorso di idee organizzato dall’Ordine degli Architetti di Sassari e Olbia Tempio in collaborazione con il Comune di Olbia.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative