La Nuova Sardegna

Olbia

Il direttore infedele resta ai domiciliari

di Giampiero Cocco
Il direttore infedele resta ai domiciliari

Il riesame ha respinto l’istanza di revoca del provvedimento Contestazioni per 21mila euro all’ex funzionario delle Poste

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TEMPIO. IL tribunale del riesame di Sassri ha confermato, nei giorni scorsi, gli arresti domiciliari per Maurizio Guerzi, il direttore delle poste di Calangianus finito in manette, nell’ottobre scorso, dopo aver prelevato danaro contante dai conti correnti di una sua cliente.

L’uomo, che è assistito dall’avvocato Giovanni Inzaina, aveva inoltrato ricorso al tribunale delle libertà contro il provvedimento restrittivo che era stato emesso dal gip del tribunale di Tempio Vincenzo Cristiano dopo la convalida del fermo effettuato dalla guardia di finanza. I giudici del riesame di Sassari hanno anche preso atto e ratificato che la posizione del funzionario infedele si è aggravata nel proseguo delle indagini. Al direttore, che è stato sospeso dal servizio in attesa della conclusione del procedimento disciplinare che Poste Italiane ha aperto nei suoi confronti, è stato infatti contestato dal pubblico ministero Angelo Beccu un prelievo di danaro di oltre 21 mila euro che il funzionario, grazie al duplicato di un bancoposta, aveva prelevato dal conto corrente di una anziana possidente residente da anni a Londra. Maurizio Guerzi, in questa vicenda, si è trincerato dietro un silenzio assoluto avvalendosi della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio di garanzia al quale è stato sottoposto il 7 ottobre scorso davanti al gip. Il funzionario era stato fermato pochi istanti dopo aver prelevato il danaro contante dal bancoposta dell’ufficio che dirigeva. Le sue mosse erano seguita da diversi mesi grazie a microspie e telecamere nascoste nell’ufficio postale. Maurizio Guerzi è già sotto processo per aver, nel 2009, messo mano al conto corrente di una coppia di anziani pensionati di Calangianus. In quella circostanza, finita davanti ai giudici del Tribunale di Tempio che lo stanno processando per appropriazione indebita e falso materiale, i prelevamenti di cassa avvenivano attraverso la falsificazione delle firme nelle distinte presentate all’incasso.

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