Mater Olbia, a rischio l’apertura del reparto pediatrico
La contesa sull’area dei parcheggi sembra costringere alla revisione dei progetti. Mancano altre autorizzazioni e anche la firma della convenzione con il Comune
OLBIA. In un progetto grandioso, di milioni di euro, il classico granello di sabbia rischia di creare problemi più grandi del previsto all’apertura del Mater Olbia. I parcheggi programmati su un lato della 125, quello opposto a dove sta il corpo centrale dell’ospedale, non possono essere costruiti. Il tribunale di Tempio li ha restituiti a chi ha fatto richiesta di possesso per usucapione. Dunque è necessario trovare una soluzione in tempi rapidi, che però non sembrano poter coincidere con la data di apertura più e più volte dichiarata da Qatar foundation e dal manager Lucio Rispo: il primo dicembre. Data in cui avrebbe dovuto prendere il via l’attività del reparto di pediatria. A seguire nell’arco del 2016 dovrebbero aprire tutti gli altri reparti.
Progetto alternativo. Sembra ormai certo, ma si attendono conferme dalla Qatar foundation, che si sta già studiando un progetto alternativo da sottoporre al più presto come variante al Comune, in modo da poter procedere alla costruzione dei parcheggi. L’area di poco meno di tre ettari prevista sul lato sinistro della 125 per chi va verso Murta Maria, è diventato off limits, e chissà quando la situazione verrà sbloccata. Una ordinanza del tribunale ha bloccato le procedure di acquisizione da parte del Comune di quell’area su cui Alfio Deiana reclama il possesso ventennale. Una brutta gatta da pelare per un progetto su cui da maggio, data in cui era arrivato a Olbia il premier Renzi, si è lavorato con grandissima rapidità.
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:site:1.12386962:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/image/contentid/policy:1.12386962:1653347502/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Altri problemi. I lavori principali, in questa prima fase, riguardano principalmente i lavori intorno al blocco che ospiterà il Mater Olbia. Il colosso bianco che si staglia sul monte Tabor era praticamente completato, quando il crollo dell’impero del San Raffaele aveva bloccato tutto. Interni dunque da rifinire, modificare, completare. Un lavori in apparenza veloce. Ma, insieme a quelli, occorre espletare anche tutte le altre attività. Sopratutto sistemare e mettere in funzione i sistemi idrico, elettrico e fognario, oltre che le linee per i dati (computer, telefoni e via dicendo). E, ancora, il certificato di sicurezza. Tutte cose che, se anche i responsabili del Mater dichiarassero con autocertificazione la validità, andrebbero comunque controllati dalle autorità competenti. E anche per questi atti burocratici il tempo sembra stringere.
Convenzione. Un altro giallo è rappresentato dalla firma della convenzione con il comune di Olbia. Doveva essere fatta già da ottobre, ma ancora non arriva. Si tratta di un atto fondamentale perché consente di procedere al completamento delle opere del lotto principale, quello di circa 40 ettari, in cui sono compresi, insieme al corpo principale, al centro riabilitativo, all’edificio della camera mortuaria, già previsti, anche altri due blocchi fondamentali. Uno comprende 4 edifici intorno a una grande aiuola centrale e in cui saranno ospitati un hotel, un centro congressi, uno di ricerca, e la scuola per i nfermieri e la residenza dei medici (nominato next 1 nella cartina sotto il titolo). Nell’altro blocco sarà ospitata la pista e un edificio per l’ippoterapia. Progetti già presentati agli uffici del comune di Olbia e che avranno la benedizione definitiva con la tanto sospirata firma della Convenzione fra la società proprietaria della struttura creata ad hoc (la Sardinia Healthcare and research properties) e l’amministrazione comunale.
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:site:1.12386967:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/image/contentid/policy:1.12386967:1653347502/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Secondo blocco di opere. A inizio anno, il comune di Olbia aveva deliberato la variante al programma di fabbricazione per consentire l’ampliamento del perimetro del compendio ospedaliero. Si tratta di un altro terreno, di circa 30 ettari, che si inserisce a sinistra del Mater Olbia, guardando l’ingresso dell’ospedale, e arriva sino al bordo della 125. Ancora non è dato di sapere che intenzioni ci sono per quel terreno, ma lo stesso consiglio comunale di Olbia, approvando la delibera all’unanimità dei 33 presenti in aula, ha anche sottolineato che dal piano di fabbricazione la zona risulta AH, cioè zona per attrezzature sanitarie e ospedaliere. Precisando che le AH «sono destinate a ospedali, cliniche e altre unità sanitarie». Con questo tagliando l’innesco di qualsiasi polemica su presunto diverso utilizzo di quei terreni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
