Caso Costa Smeralda: gli indagati eccellenti preparano la difesa
Avvocati già al lavoro sulle carte depositate dalla Procura Sedici gli indagati nelle tre inchieste chiuse da Fiordalisi
TEMPIO. Dall’avviso di conclusione delle indagini partono i venti giorni nei quali gli indagati possono chiedere ulteriori indagini, depositare memorie difensive o contro deduzioni. È quanto faranno i 16 indagati per l’affaire “Costa Smeralda” ai quali il procuratore capo della Repubblica di Tempio Domenico Fiordalisi ha fatto notificare l’atto conclusivo di una inchiesta che, dal suo esordio, si è divisa su tre filoni che hanno interessato gli aspetti fiscali, urbanistici edilizi e la gestione del villaggio vacanze reso famoso nel mondo dal suo ideatore, il principe ismailita »Karin Aga Khan e dai suoi frequentatori, a partire dalla teste coronate della vecchia europa per finire con gli sceicchi del petrolio della penisola araba. Al gruppo dirigente formato da manager e finanzieri di diverse nazionalità legati alla vecchia proprietà, la Colony Capital di Tom Barrack (erano tutti membri della consociata lussemburghese Colony Capital Sarl) la Procura gallurese contesta l’evasione fiscale multimilionaria per la cessione delle quote azionarie al Fondo Sovrano del Qatar senza aver pagato un euro di tasse in Italia. Il conto finale supera i 140 milioni di euro. Al gruppo di funzionari pubblici, imprenditori, progettisti e manager aziendali, tra i quali il dirigente comunali di Arzachena Antonello Matiz, gli amministratori delegati della Sardegna Resorts srl Mariano Pasqualone e la ex Aleksandra Dubrova e il progettista cagliaritano Tonino Fadda sono stati indagati, in concorso tra loro, di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione. Per questi e il dirigente comunale Libero Meloni c’è la ulteriore contestazione di falso in atto pubblico e abusi edilizi che sarebbero stati commessi negli hotel a 5 stelle della Costa Smeralda. Nel reato di concorso in corruzione è invece incorso, stando agli atti della procura, l’architetto Antonio Tramontin, di Cagliari, che faceva parte della commissione regionale per il paesaggio e la qualità architettonica, un organismo deputato al rilascio dei nulla osta edilizi. Nel calderone investigativo è finito anche l’impresario di Arzachena Angelo Antonio Filigheddu, che si sarebbe aggiudicato tutte le commesse per realizzare gli ampliamenti edilizi in Costa Smeralda e altri due indagati minori.
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