Guardia penitenziaria massacrata di botte
L’aggressione in piena notte a poche centinaia di metri dal penitenziario di Nuchis: giallo sul movente
NUCHIS. Misteriosa, inquietante e violentissima aggressione, ieri notte, ai danni di un assistente della polizia penitenziaria in servizio nel carcere di massima sicurezza di Nuchis. L’uomo, Gian Piero Trogu, un agente originario di Loceri, è stato massacrato di botte da tre sconosciuti, uno dei quali lo ha aggredito con una sbarra di ferro che gli ha procurato gravissime lesioni al volto, con la perdita di diversi denti, alla testa e la frattura di alcune costole. L’uomo si trova ricoverato, con prognosi riservata, nel reparto chirurgico dell’ospedale civile di Tempio dove avantieri notte, poco dopo le 23, e stato accompagnato da due ragazzi ai quali l’agente ferito aveva chiesto aiuto. Sul caso è stata aperta una inchiesta da parte della procura della Repubblica mentre le indagini sono state affidate al comando territoriale dei carabinieri, indagini coordinate dal capitano Giovanni Bartolacci. All’agente, che si recava nel penitenziario per il servizio notturno, è stato teso un agguato a poche centinaia di metri dalla struttura carceraria. Un’auto ha tagliato la strada alla vettura condotta dall’agente e le tre persone a bordo, una volta scese dall’auto, dopo aver preso a calci l’auto di Gian Piero Trogu lo hanno immobilizzato e malmenato. Uno dei tre aggressori (tutti mascherati) ha parlato in dialetto gallurese indicando l’uomo con un “iddu è” (è lui) che foneticamente e indicativamente e del tutto simile al dialetto siciliano. Dopo quella frase l’agente è stato aggredito e bastonato a sangue, con il terzo individuo che infieriva sul malcapitato con una spranga di ferro, arnese che ha provocato le ferite più gravi. L’aggressione è durata una manciata di minuti, e quando l’agente è crollato a terra immerso in una pozza di sangue i tre sono risaliti sulla loro auto (una berlina scura) e si sono dileguati in direzione di Nuchis. Gian Piero Trogu, risalito sulla sua macchina, ha fatto ritorno a Tempio dove ha incontrato due giovani ai quali ha chiesto aiuto. Dopo il ricovero in ospedale è scattato l’allarme. Al pronto soccorso sono arrivati il comandante della polizia penitenziaria Luigi Ardini e la direttrice, Carla Ciavarella. Il mistero sulla violentissima aggressione è reso ancora più fitto dal fatto che l’agente ha preso servizio a Nuchis da poco meno di una settimana e non conosce nessuno, in Gallura. Si ipotizza uno scambio di persona.
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