Quattro novembre, tradizione rispettata
AGGIUS. Il 97° anniversario della vittoria italiana nella Grande guerra contro l'esercito austro-ungarico è stato celebrato ieri mattina con una manifestazione organizzata dalla sezione di Aggius...
AGGIUS. Il 97° anniversario della vittoria italiana nella Grande guerra contro l'esercito austro-ungarico è stato celebrato ieri mattina con una manifestazione organizzata dalla sezione di Aggius dei combattenti e reduci presieduta da Maurizio Melis. Un corteo è partito alle 11 dal porticato di “La colti di lu mulinu”, ha attraversato il corso cittadino addobbato dai tricolori alle finestre ed è arrivato alla chiesa parrocchiale dove il rettore don Piero Scanu ha celebrato la messa in suffragio di tutti i morti in guerra o per cause di guerra. Era aperto dagli scolari degli istituti locali, seguiti dal primo cittadino Nicola Muzzu in fascia tricolore, dai carabinieri della locale stazione, dagli uomoni della polizia rurare che portavano la corona, dai rappresentanti dell’associazione combattenti e reduci con i loro stendardi, la sezione giovani della banda musicale e quindi un discreto numero di cittadini.
A conclusione del rito religioso la cerimonia ha avuto il suo epilogo ai piedi del campanile, dove è situata la lapide in marmo con i nomi dei dei tanti aggesi che persero la vita in guerra o per cause connesse. Quì è stata quindi deposta la corona d'alloro.
Quella del Quattro novembre, ad Aggius, è una ricorrenza storica, che cominciò ad esser celebrata già subito dopo il primo dopoguerra. Caposaldo dell'organizzazione era la Società di mutuo soccorso, una delle prime a sorgere, insieme a quella di Tempio, nel nord dell'isola. Un cospicuo apporto arrivò in seguito con la creazione della banda musicale. Qualcuno ancora ricorda i reduci che sfilavano con elmetti ed altri cimeli di guerra. Il monumento ai Caduti, prima di essere demolito perché instabile, era nello spiazzo antistante la chiesa parrocchiale. (t.b.)
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