Ritrovate le carte d’identità rubate a Loiri
Blitz della polizia locale: la banda di romeni in carcere da settembre doveva piazzarle al mercato nero
OLBIA. Le carte d’identità in bianco rubate al comune di Loiri Porto San Paolo nel marzo scorso sono state rinvenute, ieri, dagli uomini della polizia locale di Olbia. Gli autori di quel furto, una banda composta da giovani romeni specializzata in effrazioni con tecniche da commando a centri commerciali, negozi, abitazioni e sedi comunali è finita in carcere, nel settembre scorso, nell’ambito di una indagine coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Tempio Angelo Beccu per una lunga serie di furti commessi a Valledoria, Ozieri, in diversi esercizi commerciali di Olbia, al Comune di Loiri Porto San Paolo e in una villa di Ottiolu. Alla ingente refurtiva recuperate durante il blitz del settembre scorso che aveva impegnato i carabinieri di Porto Torres, Valledoria, Sassari e Olbia si aggiungono le 94 carte d’identità trovate, ieri, in un terreno alla periferia di Olbia e sepolte sotto una serie di massi sulle quali campeggiava una croce, come segnale di riconoscimento. Alla polizia locale diretta dal comandante Gianni Serra, nel pomeriggio di avantieri era arrivata una “soffiata” anonima ritenuta più che fondata, tanto da far scattare l’operazione di recupero completata nella mattinata di ieri. Le carte d’identità in bianco, un lotto di 94 documenti assegnato al Comune di Loiri, era stato nascosto sotto terra in attesa che il “mercato” delle false identità riprendesse quota. Per dimostrare la genuinità del documento una delle carte d’identità era utilizzata, con nome di copertura, da uno dei membri della banda capitanata dai fratelli Danut e Florin Vaduva i quali avevano assoldato –in quella che su Facebook uno dei componenti descriveva come «associazione internazionale di furti e rapine» – i connazionali Georghe Cringus, Soare Patru, Gabriel Atanasoaie, Sever Marian Cretulescu, Victor Micu, nonche le donne di alcuni degli “associati” che fungevano il ruolo di palo durante i colpi che venivano messi a segno nel Nord Sardegna. Il tribunale del riesame di Sassari, nel rigettare le istanze di revoca del provvedimento cautelare presentato dagli avvocati del gruppo e firmato dal gip Marco Contu, ha confermato, nel dispositivo depositato ieri, l’alta pericolosità sociale della banda, alla quale è stata contestata l’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio.
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