Tanti “visi gialli” contro Abbanoa
Dal colore dell’acqua scatta la provocazione all’incontro di Adiconsum e Altra Olbia
OLBIA. E’ il giallo che spicca, in piazza Mercato. Perché l’acqua che scende dai rubinetti di tutte le case è ormai di quel colore. E così, come provocazione, i cittadini, su invito di Marco Balata dell’Altra Olbia, avvicinano davanti al loro viso le maschere di cartone che raffigurano i Simpson. Più gialli di chiunque altro. «Con la speranza - dice ironicamente ma con preoccupazione un utente che ha anche in mano una maxi bolletta - che la nostra pelle non diventi proprio così».
Ieri mattina, nel cuore della città, si è dato il via a un percorso comune contro Abbanoa, intrapreso dall’Altra Olbia e sostenuto dall’associazione Adiconsum.
C’erano persone (non una grandissima folla, in verità) che a ruota mettevano nero su bianco la loro rabbia contro Abbanoa sostenendo la petizione dell’Altra Olbia, per poi precipitarsi verso i rappresentanti di Adiconsum che si stanno muovendo con una missione ben precisa: una class action contro l’ente che si occupa della gestione del servizio idrico. Ma per arrivare al traguardo, proprio ieri, è stata avviata la campagna di pre-adesioni.
«Le ragioni che ci spingono a dar vita a un’azione di classe sono tante - ha spiegato Giorgio Vargiu, presidente di Adiconsum Sardegna -: ma in questo momento spiccano la non potabilità dell’acqua e le tariffe da capogiro. Senza però dimenticare le due alluvioni che hanno colpito tragicamente e duramente questa città e il suo territorio. La gente ha dovuto liberare le condotte dal fango e ha dovuto usare tanta acqua per pulire le strade, i cortili, le case. Non si può guadagnare da una situazione disastrosa come questa, che ha messo migliaia di famiglie in ginocchio».
Ma l’Adiconsum va oltre. «Adesso è ora di dire basta - ha detto ancora Vargiu -: bisogna tirarle fuori le malefatte di Abbanoa, sanzionata proprio per questo dall’Antitrust. E’ stata addirittura portata alla luce una situazione più grave di quella di cui si parlava, visto che ad Abbanoa sono state riconosciute responsabilità penali, contabili, civili e soprattutto morali, perché sono stati negati ai consumatori i loro diritti. Ed è anche per questo che la nostra associazione sollecita le dimissioni degli attuali dirigenti. E ci chiediamo come mai, fino a oggi, nessuno abbia ancora pensato di andarsene spontaneamente».
E ancora: «Sono state accertate numerose pratiche commerciali scorrette - ha aggiunto Vargiu - e anche questo è inaccettabile. Senza tralasciare i dieci anni di incontri, di tentativi di dialogo, di proposte di soluzione ai problemi: tutti accordi totalmente disattesi e tante “parole date” e mai mantenute».
All’incontro in piazza Mercato (moderato dalla giornalista Stefania Costa) ha anche partecipato - fornendo ogni tipo di chiarimento - l’avvocato civilista Franco Dore.
Alla fine Adiconsum Sardegna (ogni tipo di informazione si può trovare sul suo sito internet) ha rivolto un appello a tutti gli utenti avvertendo che gli uffici di via Cimabue, dove si raccolgono le pre-adesioni per la class action, sono aperti dalle 16,30 alle 19. A disposizione Antonella Meloni, nuova responsabile provinciale dell’associazione, che si è dimessa di recente da Cittadinanzattiva. (s.p.)
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