Incendio in rosticceria, è un attentato
Distrutti tutti gli arredi e le attrezzature del negozio di gastronomia “La lampara”, nella centralissima via Libertà
GOLFO ARANCI. Un incendio doloso, poco dopo le quattro di ieri pomeriggio, ha distrutto la rosticceria-gastronomia “La lampara” di Golfo Aranci, appena chiusa per la stagione invernale. I gestori del locale andato a fuoco, i coniugi Antonello Pirastru e Alessandra Manzoni, hanno dichiarato ai carabinieri, che indagano sull’inquietante atto intimidatorio, di non avere mai avuto screzi con nessuno. Chi ha agito in pieno giorno – gli investigatori ipotizzano che per mettere a segno il gesto intimidatorio sia stato necessario il concorso di almeno tre individui – ha fatto affidamento sulla siesta pomeridiana che ha avvolto, in un soleggiato pomeriggio d’autunno, il centro costiero, a quell’ora deserto.
Gli incendiari sono arrivati nel locale, in via Libertà, nelle vicinanze del bar centrale, che in quel momento era aperto, e sono riusciti ad infilarsi dentro i locali della gastronomia forzando una porticina di servizio sul retro. Per arrivare all’ingresso secondario i malviventi, che si erano portati dietro un bidoncino di benzina, hanno attraversato il giardino di una casa, correndo il rischio d’essere visti dai proprietari, che in quel momento si trovavano dentro l’abitazione. Gli incendiari, dopo aver cosparso di benzina e altro liquido infiammabile le attrezzature di cucina del negozio di gastronomia, hanno acceso un fornello dal quale si è sviluppato l’incendio che, nel giro di pochi minuti, si è trasformato in un indomabile rogo. L’allarme al distaccamento dei vigili del fuoco è stato lanciato immediatamente ma le squadre inviate sul posto con mezzi veloci e autobotti non hanno potuto far altro che spegnere le fiamme (che nel frattempo avevano interessato i due locali della gastronomia) e mettere in sicurezza l’edificio, per evitare che il rogo si propagasse alle case vicine.
I carabinieri di Golfo Aranci e i loro colleghi del reparto territoriale di Olbia hanno avviato le indagini per risalire agli autori del gesto intimidatorio, e per far questo hanno già chiesto il blocco (per la successiva acquisizione) delle immagini delle telecamere di sicurezza sulla via (alcune delle quali di un istituto di credito che riprendono gran parte della strada) e sentito le persone che risiedono nella zona. Nessuno, stando alle prime indicazioni, si sarebbe reso conto di nulla sin quando le prime nuvole di fumo nero hanno cominciato ad uscire dal locale.
La gastronomia, gestita da Alessandra Manzoni, alla quale nel tempo libero da una mano anche il marito Antonello Pirastru (autista alle dipendenze di un’azienda municipalizzata del comune di Olbia) era stata trasferita nei nuovi locali per la stagione 2015 essendo la vecchia e attigua sede troppo grande per il servizio che veniva offerto a cittadinanza e turisti. I due gestori, ancora increduli e spaventati per l’accaduto, non hanno saputo dare una spiegazione alla misteriosa incursione degli incendiari che hanno agito in pieno giorno. Sull’episodio è stato aperto un fascicolo processuale contro ignoti da parte del sostituto procuratore della Repubblica di Tempio. Angelo Beccu.
Turbato il sindaco Giuseppe Fasolino che, su Facebook, ha espresso solidarietà «ad Antonello e Alessandra per il brutto episodio. Un gesto che, se confermato il dolo, sarebbe di una gravità assoluta e da condannare severamente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
