Vacanze odissea a Sharm el Sheik

Aeroporto in tilt dopo l’attentato. Olbiesi a casa dopo 14 ore di viaggio da incubo

OLBIA. Per sette anni Sharm el Sheik è stata la sua seconda casa. Per sette stagioni Luca Folino, musicista olbiese, suonava nella band di Umberto Smaila nel locale che lo showman aveva sul Mar Rosso, alter ego invernale di quello che il re del pianobar ha in Sardegna. Quest’anno Folino aveva deciso di ritornare a Sharm per una settimana di relax con la compagna e il figlio. Una vacanza che però è cominciata proprio mentre arrivava la notizia dell’incidente aereo russo sul Sinai, ormai catalogato come un attentato di matrice terroristica. E si è conclusa tre giorni fa, quando dopo un lungo tour de force con la famiglia è riuscito a fare ritorno a Olbia.

«Siamo ripartiti da Sharm il giorno preventivato, ma per arrivare a casa ci sono volute 14 ore – racconta il musicista olbiese –. È stato un viaggio rocambolesco. L’aeroporto di Sharm era un delirio, pieno di turisti in ciabatte, in particolare russi, che cercavano di partire. La compagnia con cui abbiamo viaggiato, EasyJet, si è fatta sentire continuamente fin dal primo momento, sia con mail generali che personalizzate, ma senza darci indicazioni precise sul rientro. E infatti anche in aeroporto fino all’ultimo non ci hanno detto nulla. Neanche il gate. Poi ci hanno caricato su un boeing 737». Con loro non avevano nulla: i bagagli, in seguito alle regole sulla sicurezza adottate dopo l’allarme terrorismo, sono stati imbarcati su un altro volo. «Solo dopo diverse ore l’aereo è partito – continua il racconto – . Aveva le luci spente e probabilmente ha fatto una rotta diversa, senza passare dal Sinai. Siamo arrivati a Londra, dove avremmo dovuto passare la notte, ma alla fine siamo riusciti ad arrivare a Milano e da lì a Olbia. Dopo 14 ore».

Per la famiglia Folino, dunque, un ritorno a casa da incubo, ma non una vacanza da dimenticare. Anzi. «L’atmosfera è tranquilla, Sharm è sempre la solita isola felice e di pace. O perlomeno così si presenta. Io ho trascorso questa settimana serenamente, ma non posso dire lo stesso della mia compagna, che l’ha vissuta con molta più angoscia». E, infatti, proprio per questo motivo Folino difficilmente tornerebbe a fare una vacanza nella nota località egiziana. «È un posto che amo, ho vissuto gli anni d’oro allo Smaila ed era davvero possibile fare tutto. Mi muovevo da Sharm a Il Cairo o a Petra come da Olbia a Loiri. Arrivavano 80mila italiani alla settimana, ora eravamo poco più di 900. È cambiato tutto e sinceramente rischiare la vita per andare in vacanza mi sembra un eccesso. Anche se mi piange il cuore».

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