Nizzi contro la Taverna: sulla discarica solo falsità
Il deputato di Forza Italia contesta le affermazioni della senatrice 5 Stelle «Nessun aumento di casi di tumore in zona. Spiritu Santu non può chiudere»
OLBIA. Dopo l’assessore comunale all’ambiente Giovanna Spano, anche il deputato e consigliere comunale di Forza Italia Settino Nizzi interviene contro le esternazioni della senatrice pentastellata Paola Taverna sulla discarica di Spiritu Santu in una conferenza stampa convocata proprio nel sito al centro della polemica. Nizzi, per anni presidente del Cipnes che gestisce la discarica alle porte di Murta Maria, e in attesa di tornare in sella dopo aver fatto ricorso al Tar sulla sua esclusione a rappresentante della provincia in seno al Consorzio, smonta le accuse della rappresentante di Cinquestelle a Palazzo Madama, premettendo subito in maniera ironica: «Invece di occuparsi della discarica di Spiritu Santu dovrebbe pensare al quartiere di Roma da dove proviene, che ha molti più problemi di quanti non ce ne siano qua». Spara a zero Nizzi e, in particolare, contesta due cose: l’ipotesi che ci sia un aumento di casi di tumore nell’area e che la raccolta e lo smaltimento siano fatti male. «Va subito sottolineato – dice il deputato di Forza Italia che è anche un medico – che da nessuna analisi epidemioligica si evince un aumento di casi di tumore in questa zona. Familiari di coloro che sono occupati qui, e abitanti di Murta Maria, stiano tranquilli dunque. Perché se è vero che la puzza non è esattamente piacevole, d’altro canto non risulta portatrice di malattie tumorali».
Al secondo punto, la raccolta e lo smaltimento. «Il lavoro svolto qui – dice – è fatto bene, grazie all’impegno e al lavoro di dirigenti qualificati, di tecnici e operai bravissimi. Conosco bene tutti i procedimenti e cosa succede, dunque non ci sono dubbi. In questi anni, fra l’altro, anche grazie al buon successo della differenziata, la quantità di rifiuti in arrivo è diminuita rispetto al passato».
Resta il problema della puzza e di una comunità, quella di Murta Maria, che vuole a tutti i costi che venga chiusa la discarica e spostata in altro sito. «Spostare la discarica non è possibile – conferma Nizzi –, intanto perché occorrerebbe trovare un altro sito e, come succede per lo stoccaggio delle scorie nucleari, nessuno vuole ospitare una discarica. Ma il consorzio in questi anni ha avviato progetti per coprire la superficie in cui viene trattato l’umido: da 3 ettari coperti, si passerà a 7 sui 12 complessivi. E la copertura garantisce una diminuzione netta della fuoriuscita di odori meleodoranti».
Infine un accenno alla tariffa. «La produzione di energia elettrica e di gas metano dall’umido – ha sottolineato Nizzi – consentirà un guadagno che si tradurrà nella riduzione delle tariffe Tari per la popolazione insieme a un costo ridotto per l’immissione del gas metano nella tubazioni cittadine». (en.g.)
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