Centrosinistra gallurese, severa critica alle riforme
Documento dopo il meeting di segretari e rappresentanti organizzato dal Pcd’I Sotto accusa i disegni della giunta regionale su sanità, enti locali e giustizia
TEMPIO. Il centro sinistra gallurese giudica gravi le prossime riforme imposte dalla Giunta regionale su sanità, enti locali e giustizia: «Sono scelte che andranno a ridefinire negativamente nuovi confini territoriali e spazi vitali per la democrazia in Sardegna». Lo si legge in un comunicato emesso ieri al termine di un meeting dei segretari e rappresentanti, indetto dalla segreteria provinciale e sezionale di Tempio del Partito Comunista d’Italia (ex Partito dei Comunisti Italiani).
All’incontro, oltre al segretario provinciale del PcdI, Nicola Luciano, con diversi rappresentanti, erano presenti anche Elias Vacca (ex parlamentare), Angelo Cossu (per il Sel), Angelo Filigheddu (per i Rossomori), Gerolamo Cossu (per i socialisti) e Mario Addis (per il Pd). Attesi ma assenti, sottolinea il PcdI, Antonio Satta dell’Upc, che pur aveva assicurato la sua presenza, e il Partito dei Sardi, apparso improvvisamente alla vigilia delle elezioni amministrative e ora letteralmente scomparso dalla vita politica cittadina.
Riforme unilaterali. «La gravità delle scelte operate, in questo momento, dalla Regione con le molte riforme in cantiere – dice il comunicato congiunto dei partecipanti –, grazie agli interventi esaustivi di Emiliano Deiana, sindaco di Bortigiadas, e di Elias Vacca, ex parlamentare del PcdI, si è manifestata in tutta la sua portata. A cominciare dalla riforma della sanità, degli enti locali e della giustizia.
Sud contro Nord. «Qualora questi riordini andassero in porto così come proposti – afferma il centrosinistra gallurese – ci troveremmo una Sardegna sempre più spaccata in due parti, con un Sud che accentrerebbe definitivamente servizi e conseguenti risorse nazionali ed europee e un centro-nord sempre più povero e marginalizzato. La Gallura, più di ogni altra regione sarda, verrebbe espropriata dei servizi fondamentali al cittadino e farebbe precipitare ancor più pesantemente la nostra condizione socio economica, già così precaria e ricca di vertenze».
Vertenze disperate. Tra le vertenze elencate, trovano particolare attenzione quella dei dipendenti della Zir di Tempio, «senza stipendio ormai da moltissimi mesi» e quella dei lavoratori della Saremar, «che fra tre mesi rischiano di perdere il loro posto di lavoro. Tutti lavoratori dimenticati dal colpevole silenzio della politica e della istituzioni».
Riforma sanitaria. Nel comunicato si parla anche della riforma sanitaria in atto: «Si tratta di una riforma pericolosissima che, se attuata così come vuole l’esecutivo regionale, inciderà pesantemente sul diritto alla salute di tutti i cittadini, soprattutto delle classi più deboli e bisognose come gli anziani, i poveri e i diseredati.
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