Rinagghju, dibattito sul degrado
Tempio, il comitato “Essere cittadini” riaccende i riflettori sul compendio ceduto alla Chiesa
TEMPIO. La cessione del Compendio di Rinagghju alla parrocchia del Sacro Cuore, come deliberato dalla giunta Frediani a marzo, ritorna sotto i riflettori venerdì alle 18. Per quella data è stata convocata una assemblea del comitato civico “Essere cittadini” che si terrà nell’ufficio turistico del Comune.
Cessione e polemiche. A convocare l’assemblea il presidente Paolo Sanna. La cessione del compendio, avvenuta alla vigilia delle amministrative e per questo causa di accese polemiche) è stata sempre avversata da Sanna. Pur nel massimo rispetto della parrocchia, destinataria del bene, aveva sempre espresso grosse perplessità sui benefici reali che ci sarebbero state per Rinagghju.
Fallimenti e abbandono. Rinagghju racchiude nel suo tormentatissimo curriculum un atavico abbandono, due clamorosi fallimenti e una lunghissima storia di abbandono, distruzioni e furti. Oggi dei miliardi di lire spesi in trent’anni per “lanciare il Parco termale di Rinagghju, fiore all’occhiello della città e della Gallura” (secondo i manifesti elettorali di sempre di tutti i partiti dell’arco costituzionale), non è rimasto nulla.
Beauty Center. Al di là di quello che doveva essere il beauty center, i locali sono stati trasformati in una sorta di magazzino in cui la merce più svariata trova riparo su splendidi pavimenti in marmo e in parquet.
Verifica. «Dedicheremo la prossima assemblea all’acqua – scrive Paolo Sanna nella sua convocazione ai soci –. Su questo tema chiederemo all’amministrazione di illustrare il contratto stipulato dalla giunta Frediani con la parrocchia. La sua durata, i contenuti, gli impegni, le responsabilità delle parti, lo stato di fatto e gli strumenti di verifica del rispetto degli accordi sottoscritti».
Stato di degrado. Domande sicuramente provocatorie quelle di Sanna che conosce bene gli atti. Il contratto con cui il Comune ha ceduto il compendio alla parrocchia è di dominio pubblico. Noto anche la durata del comodato d’uso gratuito, tre anni prorogabili per altri due. «Per quanto concerne le fonti, tuttora in uno stato miserevole – dice ancora Paolo Sanna –, chiederemo agli amministratori cosa intendano fare per ripristinare la piena funzionalità delle fontane, compresa quella a valle, da anni in stato di vergognoso abbandono».
Sette milioni. Nell’incontro si parlerà anche dei disservizi di Abbanoa, della qualità dell'acqua erogata e 2dello scandalo della diga sul Rio Paggjolu”, i cui quattro milioni e mezzo di metri cubi d’acqua continuano a rimane inutilizzati, così come i sette milioni di euro promessi a maggio dall’assessore regionale Paolo Maninchedda ma che nessuno, almeno per ora, ha mai visto.
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