La Nuova Sardegna

Olbia

CONVEGNO DI RADIOLOGIA

Alt agli esami inutili, ne parlano gli esperti

Alt agli esami inutili, ne parlano gli esperti

OLBIA. Nel mese dedicato all’appropriatezza prescrittiva, c’è un altro appuntamento nell’agenda della Asl. Il tema sarà infatti affrontato anche venerdì in un convegno organizzato dal dipartimento...

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OLBIA. Nel mese dedicato all’appropriatezza prescrittiva, c’è un altro appuntamento nell’agenda della Asl. Il tema sarà infatti affrontato anche venerdì in un convegno organizzato dal dipartimento ospedaliero dei servizi diagnostici in collaborazione con il laboratorio aziendale. In quest’occasione (sala congressi del museo archeologico, dalle 8.30), si parlerà appunto di appropriatezza prescrittiva nell’imaging e nel laboratorio. Ma di che cosa si tratta, esattamente? Il termine è stato introdotto dall’associazione scientifica Slow Medicine che ha diffuso uno slogan: “Fare di più non vuol dire fare meglio”. E cioè: prescrivere un numero eccessivo di esami diagnostici o di laboratorio (stesso discorso per i farmaci) non vuol dire fare una sanità migliore.

L’obiettivo - spiega Vincenzo Bifulco, direttore della radiologia di Olbia - è allora quello di scegliere accuratamente la metodica strumentale, il farmaco o l’indagine di laboratorio, al fine di raggiungere una diagnosi di certezza con il minor “danno” al paziente e col maggior risparmio della spesa». Ciò che già sta avvenendo nelle regioni italiane più all’avanguardia in campo sanitario, tra le quali il Piemonte. «Qui è stato creato un protocollo diagnostico uniforme - continua Bifulco - valido per tutti i pazienti e per tutti gli ospedali. Un traguardo che vorremmo raggiungere anche noi. In questo modo si migliora l’assistenza e si evitano esami inutili che spesso sono anche dannosi. La radiologia di Olbia, relativamente all’appropriatezza prescrittiva, ha preso coscienza del problema da più di dieci anni: e così sono stati organizzati diversi incontri con i medici prescrittori per spiegare le potenzialità delle nuove indagini diagnostiche, le loro controindicazioni ma, soprattutto, per spiegare quali esami obsoleti non si devono richiedere più. La Asl di Olbia è stata la prima in assoluto nell’isola a non eseguire più esami radiologici del torace pre-operatori, per evitare di esporre i pazienti ai raggi anche quando non è necessario: questi sono esami che vengono fatti solo se c’è una precisa indicazione da parte dell’anestesista in base ai parametri clinici»..

Al convegno di venerdì parteciperà anche l’assessore regionale della Sanità Luigi Arru «il quale - chiude Vincenzo Bifulco - darà avvio a una tavola rotonda composta da numerosi esperti per far decollare anche in Sardegna l’esperienza del protocollo condiviso».

Tra i relatori che saliranno in cattedra, Sandra Vernero, presidente della Slow Medicine e Alda Borrè, direttore del Dipartimento di diagnostica per immagini della città della salute di Torino. (s.p.)

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