All’Expo l00 funghi in mostra: si riconoscono quelli a rischio
OLBIA. «Il nemico maggiore è l’eccessiva sicurezza nel sapere identificare i funghi. Molte intossicazioni sono causate dall’assenza di umiltà dei raccoglitori, che spesso non accettano l’idea di...
OLBIA. «Il nemico maggiore è l’eccessiva sicurezza nel sapere identificare i funghi. Molte intossicazioni sono causate dall’assenza di umiltà dei raccoglitori, che spesso non accettano l’idea di consultare un esperto». A parlare è Ada Careddu, responsabile scientifica dell’Ispettorato micologico della Asl di Olbia. Ed è per questo, forse, che spesso negli ambulatori si presentano delle donne che, di nascosto dai mariti (solitamente i raccoglitori), si recano dai micologi prima di cucinare i funghi e chiedono di non parlare con nessuno della consulenza richiesta.
Sono un centinaio i funghi esposti nella mostra organizzata dalla Asl e che da ieri mattina sono visibili all’interno dell’Expo. Tra questi la pericolosissima e mortale “Amanita phalloides”, sia classica che nella versione meno conosciuta, detta “Alba”; ma anche funghi velenosi come l’“Omphalotus olearius”, l’ “Amanita pantherina”; tossici come “Amanita Muscaria” e non commestibili come la “Ramaria specie”, a differenza della “Ramaria Flavia”, commestibile solo da “giovane”. La Asl raccomanda la consulenza dei micologi, unico strumento che consente un consumo sicuro dei funghi.
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