A fuoco la macchina dell’assistente sociale: si pensa a un attentato
Santa Teresa, tra le ipotesi al vaglio c’è l’atto intimidatorio Condanna del sindaco: «Gesti che non hanno giustificazioni»
SANTA TERESA. Potrebbe avere una matrice intimidatoria l’incendio che è stato appiccato all’auto di una dipendente comunale. La Citroen Picasso dell’assistente sociale del Comune, Angela Vulpis, è stata avvolta dalle fiamme verso le 23, sotto la sua abitazione, in via Sassari. Sul posto i vigili del fuoco, gli agenti della polizia di Stato e i carabinieri. I militari seguono la pista dolosa: il rogo sarebbero partito dalla ruota posteriore della macchina.
L’allarme è stato lanciato con una telefonata al 113 da una vicina di casa che ha visto del fumo uscire dalla macchina. Immediato l’intervento dei volontari della locale protezione civile e dei vigili del fuoco di Arzachena, che hanno evitato danni peggiori.
Le indagini tutt’ora in corso, seguite da vicino dai comandanti del locale presidio della polizia di Stato, Doriano Baldazzi e della stazione dei carabinieri di Santa Teresa, Daniele Antonucci, non lascerebbero spazio a molti dubbi: si tratterebbe di un atto intimidatorio. L’ultima parola spetta ai tecnici che hanno eseguito i rilievi.
La notizia ha scosso la tranquilla comunità di Santa Teresa. Angela Vulpis è molto conosciuta e apprezzata per il suo lavoro. Immediata la presa di posizione dell’amministrazione che esprimendole solidarietà condanna duramente il gesto. «Sono atti di vigliaccheria – dichiara il sindaco Stefano Pisciottu –. Siamo profondamente amareggiati per quanto accaduto al nostro funzionario. Gesti simili colpiscono non solo chi li subisce, ma l’intera amministrazione e tutta la comunità. È un gesto che non va sottovalutato, ma che non trova alcuna giustificazione. È importante reagire e ricordare che siamo sempre stati aperti a qualsiasi dialogo con i cittadini». Aggiunge Tiziana Cirotto, assessore ai Servizi sociali: «In questi anni sulle politiche sociali il Comune ha investito molto, cercando di sostenere chi è in difficoltà. Un gesto del genere è inspiegabile».
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