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Olbia

Studioso e politico, per sempre legato alla città d’origine

Girolamo Sotgiu, nato nel 1915 e scomparso nel 1996, è un gigante della storia isolana: senatore per il Partito comunista, consigliere regionale, segretario della Cgil, storico e docente di Scienze...

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Girolamo Sotgiu, nato nel 1915 e scomparso nel 1996, è un gigante della storia isolana: senatore per il Partito comunista, consigliere regionale, segretario della Cgil, storico e docente di Scienze politiche a Cagliari. Visse a Olbia da bambino e da ragazzo, poi passò il resto della vita tra Roma, Rodi e Sassari e Cagliari soprattutto. È sepolto a Tavolara. Insieme alla moglie Bianca, nell’isola di Rodi, all’epoca colonia italiana, salvò numerosi ebrei in piena seconda guerra mondiale. Ma lui non fu l’unico membro illustre della famiglia Sotgiu. Antonio, il padre, divenne il primo sindaco socialista di Olbia nel 1905. Agli albori del Ventennio fu picchiato dalle squadracce nere e costretto a bere l’olio di ricino. I fascisti olbiesi cantavano questo: «L’avvocato Sotgiu gridava a più non posso: pietà pietà fascisti, mi son cagato addosso». Lui, prima di morire, nel suo testamento scrisse: «Sono stato calunniato e malmenato. Ma ho perdonato». Il fratello maggiore di Girolamo era invece Giuseppe, avvocato di fama, presidente della provincia di Roma e anche lui sindaco di Olbia nel 1970. L’altro fratello, Dante, fu sindaco di Terni, mentre la sorella Lina il primo notaio donna in Italia e l’altra sorella, Anita, una brava insegnante. I Sotgiu, negli anni, si allontanarono da Olbia. Ma rimasero sempre legati alla città d’origine. (d.b.)

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