Cantiere nautico nei guai: stoccati rifiuti contaminati
Operazione della Capitaneria di porto all’interno di un’area situata a Cala Saccaia Trovati diversi sacchi e cisterne con scarti pericolosi. Denunciato il responsabile
OLBIA. Capitaneria di porto al lavoro per impedire gestione e smaltimento controlegge dei rifiuti all’interno delle attività operanti nel golfo di Olbia. Nel quadro di questa attività scarti di lavorazione di vetroresina chiusi in 21 sacchi, 52 cisterne della capacità di mille litri ciascuna contaminate da resina facilmente infiammabile e pericolose per l’ambiente, 13 fusti vuoti, uno dei quali con olio minerale sono fra i rifiuti scoperti a Olbia all’aperto in un’area di un cantiere nautico di «Cala Saccaia» dai militari della guardia costiera, impegnati in un’attività di polizia ambientale.
Nell’area ispezionata, ampia circa 300 metri quadri, sono stati sequestrati inoltre, oltre a 12 fusti della capacità di 220 litri ciascuno, stoccati alla rinfusa all’interno di un casotto, e anche altri due contenitori in vetroresina contenenti scarti e legno.
I rifiuti sono stati trovati dagli uomini della Guardia costiera in stato di abbandono e depositati in spazi aperti, in violazione dunque delle norme in materia ambientale e del regolamento sull’eliminazione degli oli usati. Il responsabile del cantiere è stato denunciato e anche sanzionato per irregolarità nella compilazione del registro dei rifiuti.
In un comunicato, la Guardia costiera ricorda che «i controlli che hanno portato a mettere a segno questi sequestri, proseguiranno in tutti i cantieri nautici che si trovano nel pubblico demanio marittimo e nelle immediate vicinanze, tutte aree che sono nell’ambito dei giurisdizione della Capitaneria di porto di Olbia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
