Studiosi riuniti a Palau: tutela per le lingue sarde
PALAU. Dopo il via libera del Governo alla tutela della limba, attraverso il passaggio di competenze alla Regione sulla diffusione delle lingue identitarie, dalla Gallura parte una richiesta: con l'...
PALAU. Dopo il via libera del Governo alla tutela della limba, attraverso il passaggio di competenze alla Regione sulla diffusione delle lingue identitarie, dalla Gallura parte una richiesta: con l'autonomia linguistica, nelle aree di residenza a scuola non si dovrà insegnare solo il sardo-logudorese, ma anche sardo-campidanese, catalano, gallurese, sassarese e il tabarchino. È quanto reclamano alcuni tra i più grandi studiosi europei presenti al convegno internazionale della lingua gallurese, giunto alla terza edizione. «La Regione deve fare proprio questo nostro concetto di democrazia linguistica – spiega Mario Scampuddu, vice presidente dell'Accademia della lingua gallurese -. Prendendo a esempio la Corsica, in cui si parla il corso con le varianti locali che vengono insegnate a scuola. Chiediamo il riconoscimento ufficiale di tutte le lingue parlate in Sardegna, non devono esistere lingue nobili e quelle di secondo grado». L'analisi scientifica del Gallurese è stata fatta, fra gli altri, da Mauro Maxia (istituto sardo-corso di formazione e ricerca). Si è soffermato sull'italiano, sardo e gallurese tra i giovani di una comunità ai confini della Gallura. Ha illustrato i risultati di una ricerca a Perfugas: è emerso che circa il 24 per cento degli abitanti parla il gallurese. Eduardo Blasco Ferrer (università di Cagliari), ha fatto alcune considerazioni sul linguaggio giovanile in Gallura. «La lingua per essere viva deve essere parlata – sottolinea – ecco perché si adatta alle situazioni sociali e storiche dei periodi. Il gallurese ha introdotto nuovi vocaboli utilizzati dai giovani». Alain Di Meglio (università della Corsica) ha dimostrato che le Bocche di Bonifacio non sono un confine ma un ponte socio linguistico sardo-corso. «Siamo convinti che la ricerca delle identità comunitarie sia uno dei compiti principali di un'amministrazione – conclude il sindaco Francesco Pala -. La Gallura rientra a pieno titolo nella storia della Sardegna, non accetteremo che la Gallura, dopo aver perso l'autonomia amministrativa, venga privata anche della sua lingua madre».
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