«Sechi, un uomo dello Stato con grandi doti di umanità»
Le parole di Gifuni ai funerali del tempiese consigliere giuridico del Quirinale La commovente testimonianza del figlio Flavio: «Un padre straordinario»
ROMA. «Un servitore dello Stato con una elevata competenza giuridica e costituzionale, ma allo stesso tempo un uomo con una umanità e un senso dell'amicizia come pochi».
Questo era Salvatore Sechi, nelle parole di Gaetano Gifuni, il potente segretario generale del Quirinale, che di Sechi è stato amico e “collega”. Ieri mattina a Roma, si svolti i funerali. Salvatore Sechi è morto venerdì scorso, all’età di 78 anni, in questa città della politica in cui, da tecnico, ha contribuito negli ultimi 30 anni al funzionamento della macchina dello Stato. Era consigliere giuridico dei presidenti della Repubblica, era il numero 3 del Quirinale, subito sotto il segretario generale. Tutte le leggi approvate dal Parlamento, prima della firma del Capo dello Stato passavano al suo vaglio.
Fu Gifuni a volerlo al suo fianco come primo collaboratore già al Senato e poi lo ritrovò al Quirinale con il presidente Scalfaro. Sechi era già alla Presidenza della Repubblica chiamato dal presidente Cossiga, che era stato suo docente di Diritto costituzionale e ne aveva così potuto apprezzare le qualità e la preparazione. Un sodalizio, quello tra Gifuni e Sechi lungo altre tre presidenze: «Di lui – ha continuato Gifuni –, apprezzavamo le doti di lealtà, di preparazione, di fedeltà a noi suoi colleghi e alla Repubblica. Amava la sua terra, ed è stato capace, senza mai scadere nel provincialismo, di far amare la Sardegna e la sardità a tutti noi».
Gifuni ha preso la parola al termine della messa corpore praesenti celebrata nella parrocchia di San Gioacchino a Prati, affollata sino all'ultimo spazio disponibile. Numerose le autorità: i segretari generali del Quirinale degli ultimi Capi di Stato (da Donato Marra all’attuale Ugo Zampetti), numerosi politici, ex ministri, e a rappresentare il Presidente della Repubblica Mattarella, la corona di fiori del Quirinale con due corazzieri in alta uniforme e il capo del Corpo di Stato. Tra i sardi, Arturo Parisi, Beppe Pisanu, e tanti altri amici, come Dori Ghezzi, venuti dalla Sardegna per dare l'ultimo saluto a Sechi.
Toccanti le testimonianze di alcuni di loro. Dopo Gifuni ha parlato Gibbi Azzena, docente di fisiologia prima a Sassari e poi a Roma, amico personale di Sechi, tempiese anche lui, che ha ricordato il lungo sodalizio che lo legava al consigliere di Stato, compagni di banco fin dalla IV ginnasio e per tutta la vita.
Quindi la testimonianza più toccante, quella del figlio Flavio che rivolgendosi all'assemblea ha esordito con un commovente: «Quello che vedete davanti a voi – alludendo a sé stesso – è un uomo fortunato: per avere avuto un padre come il mio, che mi ha insegnato l'onesta, la perseveranza nella vita, e l'amore per la Sardegna». Un sentimento, questo della sardità, che è tornato più volte nelle altre testimonianze di un'amica di famiglia e della nipote Patrizia.
Salvatore Sechi riposerà nel cimitero di Tempio accanto ai suoi cari per espresso desiderio della famiglia. Una cerimonia è prevista giovedì prossimo nella città gallurese.
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