Giustizia, il sindaco scrive a Renzi
Lettera di Andrea Biancareddu: chiede al premier un incontro urgente
TEMPIO. E’ partita ieri mattina, per canali riservati, la preannunciata lettera di Andrea Biancareddu al presidente del Consiglio Matteo Renzi con la quale, dopo una serie di documentate argomentazioni sulla “inopportunità di cancellare o trasferire a Olbia il tribunale di Tempio”, chiede un incontro urgente con le stesso premier, per potergli meglio illustrare la reale situazione.
«Le chiedo, di volermi ricevere in un incontro urgente per poterle esporre con compiuta chiarezza la situazione della Giustizia in Gallura, al fine di scongiurare decisioni gravemente pregiudizievoli per i servizi giudiziari esistenti in questo territorio».
La lettera con l'ossatura più o meno identica alle precedenti lettere già indirizzate al ministro della Giustizia Andrea Orlando, a Cosimo Maria Ferri, sottosegretario alla Giustizia e all’avvocato Michele Vieti, presidente della Commissione per la riforma dell’ordinamento giudiziario presso l’ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, presenta alcune novità nelle considerazioni iniziali e conclusive, nella quali il sindaco cerca di dare maggior rilievo ad alcuni concetti. Responsabilità politica verso gli amministrati, futuro di un intero vasto territorio, oculata e saggia gestione delle risorse pubbliche. «In questa situazione di grande incertezza, che sto vivendo con grave allarme e apprensione, mi sono persuaso della necessità di portare alla Sua attenzione la reale situazione degli uffici giudiziari di Tempio a seguito della riforma del 2012. Nel farlo - scrive ancora, il sindaco -, sono assolutamente convinto di non ledere alcuno, né di influire negativamente sul benessere di altri. Al contrario, non so se altrettanto possa dirsi in merito ad azioni di altri interlocutori volte a ribaltare, a mio parere immotivatamente e irragionevolmente, situazioni consolidate e, per il nostro territorio, vitali. Costituirebbe una pesante responsabilità politica, dinanzi alla quale non posso restare silente e che non voglio assumermi, quella di chi contribuisse, anche con effetti da giudicare nel lungo periodo, al declino culturale, sociale ed economico dei territori interni della Sardegna, naturalmente svantaggiati rispetto a quelli costieri, specie del nord dell'isola, con capacità economiche e di sviluppo in continua crescita». In estrema sintesi al premier Renzi, Andrea Biancareddu dice che «nessuno può crescere a discapito e grave danno di altri, senza assumersi la conseguente e diretta responsabilità».
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