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Olbia

Dai fornelli alle poltrone di comando

Dai fornelli alle poltrone di comando

Nell’istituto si sono formati centinaia di professionisti e decine di dirigenti di successo. I loro racconti

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ARZACHENA. In cinquant’anni l’Alberghiero ha formato centinaia di professionisti e decine di manager di successo. Come Franco Mulas, area manager Starwood in Costa Smeralda. Renato Azara, general manager di Sardinia yacht services. Paolo Manca, presidente regionale Federalberghi. Mario Lutzoni, Food&beverage manager. Elia Congiu, direttore delle risorse umane Msc Crociere. Lello Favuzzi, head chef dell’Anima, uno dei ristoranti più rinomati nella city di Londra. Salvatore Broccu, guida una catena russa di ristoranti di eccellenza a Londra. Marco Nocco, F&B manager in una catena di alberghi in California. Adriana Pintus, presidente del Consorzio operatori tuistici di Arzachena (Cota). Tanto per citarne alcuni. E ancora, fra i professionisti emergenti: l’arzachenese Alessandro Brinchia, manager di ricevimento tra Porto Cervo, New York e Doha. Roberto Serra, allievo del noto masterchef Barbieri. Piergiacomo Crabargiu, uno degli inventori del Finger ice, ora famoso produttore di gelato a chilometro zero nel mercato locale e internazionale. Luigi Regaglia, primo sommelier al Cala di Volpe. La lista è lunga, molti di questi professionisti saranno presenti in sala il 16 dicembre per raccontare le loro esperienze. «Mi sono diplomato 20 anni fa – racconta Paolo Manca – c’era uno spirito di sviluppo legato al turismo. Mi piaceva l’idea di entrare in un mondo nuovo. Non esistevano i laboratori, ma c’era la possibilità di scegliere i settori in cui specializzarsi. Oggi come allora la formazione è importante, a tutti i livelli: anche l’ultimo assunto in un albergo ha precisi compiti e responsabilità». È un lavoro di squadra, oggi per lavorare nel settore non basta più conoscere bene solo una lingua straniera. «L’Alberghiero è una risorsa per tutto il tessuto imprenditoriale – afferma -. Servono collegamenti diretti tra la scuola e il mondo del lavoro. I programmi di formazione, nel rispetto delle competenze, andrebbero discussi assieme». Adriana Pintus, si è diplomata 30 anni fa: «Erano altri tempi, la scuola era vista come un momento di formazione ma anche per socializzare con altre realtà. Il convitto era aperto solo ai maschi. Sono dovuta andare a Londra per perfezionare l’inglese. Sono orgogliosa di aver frequentato questo istituto, mi ha spalancato le porte del lavoro, da 5 anni presiedo il consorzio degli operatori turistici». (w.b.)

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