La Nuova Sardegna

Olbia

venerdì al giordo

Un convegno studentesco per discutere del Natale

TEMPIO. Non dare mai niente per scontato, nemmeno il Natale, per esercitare sempre la facoltà, critica e indagatrice, del pensiero. Ragionare e riflettere, insomma, per dare senso, ogni volta che si...

2 MINUTI DI LETTURA





TEMPIO. Non dare mai niente per scontato, nemmeno il Natale, per esercitare sempre la facoltà, critica e indagatrice, del pensiero. Ragionare e riflettere, insomma, per dare senso, ogni volta che si è chiamati ad agire, a scelte e comportamenti.

È con questo proposito che il professore Stefano Manca, dirigente scolastico dell’Istituto Superiore “Pes- Ferracciu” ( Ragionieri, Geometri, Industriali e Ipia di Calangianus, come venivano solo pochi mesi fa chiamati), ha deciso, tramite i suoi colleghi presidi, di rivolgersi alle scuole della città e del territorio per organizzare un convegno interscolastico per discutere del Natale. A farlo, cioè a prendere in esame il tema e a giungere a delle conclusioni, saranno gli studenti delle seconde classi delle superiori convocati per venerdì 18 dicembre nel salone del Cinema Giordo. A partire dalle 10,30, dopo gli inevitabili saluti di rito e circostanza (al convegno parteciperanno, d’altronde, anche diverse autorità civili e religiose), il Natale la farà da protagonista, ma questa volta sotto le inattese, e molto più interessanti, vesti di una problematica da analizzare con la necessaria attenzione. Il convegno è stato progettato dagli studenti del “Pes” e porterà i ragazzi ad interrogarsi su alcuni aspetti del Natale. Fedeli al titolo, si chiederanno se “È ancora possibile dire e augurare Buon Natale? Come guardare, nel nostro tempo, da laici al cristianesimo?”. Domande dalle risposte per niente scontate, soprattutto la seconda, in considerazione anche delle tante polemiche, a volte strumentalmente montate ad arte, sulla natura laica della scuola italiana.

Che siano gli studenti a dire la loro e a spiegare che cosa ne pensano sarà davvero un’ottima cosa. L’augurio è che lo facciano scardinando la coltre di pregiudizi, luoghi comuni e frasi abusate che rendono banale anche l’argomento più accattivante. E il Natale, accattivante, lo è, soprattutto quando induce a meditare sulla riflessività apparentemente condizionata di determinati atteggiamenti. Quando, ad esempio, si augura “Buon Natale” al prossimo si è pienamente consapevoli di quello che si dice? Non c’è forse il rischio di trasformare in stereotipi e semplici gesti automatici anche le migliori formule benaugurali? Perché un “Natale” sia “buono” forse non sarà sufficiente limitarsi ad augurarselo. Anche di questo, sicuramente, parleranno gli studenti della città in quella che promette di essere un’iniziativa decisamente originale. (g.pu.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative