Seduta del Consiglio davanti ai reclusi
L’assemblea civica a Nuchis per sostenere il progetto di giustizia riparativa: anche i carcerati fanno parte della comunità
TEMPIO. Una riunione consiliare, ieri mattina, in un salone fuori dall'ordinario, ovvero all'interno del carcere giudiziario di Nuchis. Un evento inconsueto, se non il primo comunque uno fra i primi nell'intero contesto nazionale. Con encomiabili messaggi e scopi specifici, anche se difficoltosi da tramettere e da recepire: far sentire gli ospiti di quel carcere, appena ai margini di Tempio, facenti parte della comunità cittadina.
Il tutto nell'ambito dell'attuazione di un progetto finalizzato, qui come in altre parti d'Italia, alla cosiddetta “Giustizia Riparativa", ovvero a fornire una speranza e una strada di recupero e di reinserimento nella convivenza civile a quanti, per i più svariati motivi, sono stati mandati definitivamente in carcere per scontate l'appropriata pena per un quansivoglia reato.
La seduta, in una surreale scenografia con i rappresentanti di giunta e consiglio sul palco e gli ospiti del carcere in platea, è stata aperta dal sindaco Andrea Biancareddu. Il quale , proprio nell'intento di dimostrare che l'assemblea civica di Tempio rappresenta tutti i suoi residenti, compresi gli ospiti del carcere, ha voluto significare il rapporto fra città e struttura carceraria. «Mentre altre località galluresi si battevano per costruire alberghi o porticcioli- ha detto- Tempio si è impegnata per realizzare ed accogliere questa struttura». Ed ecco le finalità principali di questa seduta in carcere sintetizzate nel programma "Giustizia Riparativa" in fase di attuazione in diverse parti d'Italia. Sono state illustrate da Patrizia Patrizi, operatrice nel carcere tempiese. Esse poi sono state fatte proprie, a nome della giunta comunale, dall'assessore ai Servizi sociali Alessandra Amic. L'iniziativa dell'amministrazione comunale di convocare il consiglio nella struttura carceraria di Nuchis è stata avallata, a nome del gruppo di minoranza, da Monica Liguori. Carla Ciavarella, direttore del carcere, è tornata sul fatto che i carcerati, nel bene e nel male, non possono non far parte della comunità tempiese. Di qui tutte le opportune iniziative quali l'impegno per l'attuazione del progetto "Giustizia Riparativa".
Fra gli interventi di grande rilevo è emerso quello di Enrico Patanica, ospite del Carcere di Nuchis ma prossimo alla laurea in Filosofia a Sassari. Alla fine il Consiglio ha votato all'unanimità l'impegno per l'istituzione della figura del Garante dei carcerati.
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