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Urbanistica, l’Atta non ci sta: «Il Comune non ci coinvolge»

Urbanistica, l’Atta non ci sta: «Il Comune non ci coinvolge»

ARZACHENA. Un anno e mezzo fa avevano teso la mano al Comune, rivendicando un ruolo da protagonisti nel futuro urbanistico. Ora quegli stessi professionisti riuniti nell'associazione Atta fanno un...

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ARZACHENA. Un anno e mezzo fa avevano teso la mano al Comune, rivendicando un ruolo da protagonisti nel futuro urbanistico. Ora quegli stessi professionisti riuniti nell'associazione Atta fanno un passo indietro. Criticano il modo di operare dell'amministrazione Ragnedda. «Non siamo stati coinvolti nella prima fase di programmazione del Puc. Il Consiglio ha approvato a maggioranza le linee guida per la redazione del Piano urbanistico, il Pul e lo Studio di compatibilità geologica e geotecnica, con il contributo di funzionari della Regione e di consulenti tecnici lontani dai problemi di Arzachena». Fra ingegneri, architetti, geometri e geologi, 50 professionisti definiscono incoerente l'atteggiamento dell'amministrazione. «Sembra che la pianificazione comunale venga riservata a due sole persone: il sindaco Alberto Ragnedda (sua la delega all'Urbanistica) e al dirigente responsabile dell'ufficio del Piano, persona peraltro qualificata - sottolinea Mario Azara, presidente dell'Atta -. L'amministrazione pare abbia voluto escludere di proposito il coinvolgimento della nostra associazione e della popolazione».

Regolamento comunale alla mano dichiara: «Ogni associazione ha diritto di accedere ai dati dell'amministrazione e di essere consultata sulle iniziative dell'Ente nel settore in cui opera. Le scelte che incidono sull'attività delle associazioni devono essere precedute dall'acquisizione di pareri espressi dagli stessi organi collegiali». Azara ricorda poi a Ragnedda che l'Atta qualche mese fa aveva avanzato alcune proposte per affrontare la pianificazione urbanistica. «Non capiamo l'incoerenza dell'amministrazione, visto che assieme abbiamo portato avanti una comune rivendicazione sul disegno regionale di legge del Piano casa. È inutile partecipare a generici tavoli di lavoro, dove si parla di tutto senza perseguire obiettivi concreti e senza un nostro ampio coinvolgimento». (w.b.)

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