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Surrau, in cantina l’omaggio a Sergio Atzeni

Surrau, in cantina l’omaggio a Sergio Atzeni

Grande successo di pubblico per l’incontro-convegno dedicato allo scrittore scomparso 20 anni fa

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ARZACHENA. Grande successo di pubblico per l’evento dedicato al ricordo di Sergio Atzeni organizzato la scorsa domenica dalla cantina Vigne Surrau, in occasione del ventennale dalla scomparsa dello scrittore cagliaritano. La serata, di fatto un vero e proprio convegno su Atzeni, ha richiamato oltre un centinaio di appassionati di vino e letteratura nella suggestiva cornice della cantina Surrau, che si riconfermano luogo di arte e cultura oltre che di promozione delle eccellenze del territorio. Un punto di riferimento per ricordare a tutti che il luogo dove si produce il vino è un pezzo importante della storia e della cultura di una comunità.

La serata si è aperta con i saluti del padrone di casa, Tino Demuro, patron e amministratore delle Vigne Surrau e con un'introduzione dell'organizzatrice della manifestazione Sara Ardovini. È proseguita con le relazioni di tre intellettuali di spicco nel panorama culturale sardo: Paolo Manichedda, Franciscu Sedda e Giuseppe Marci; quest'ultimo ha colto l'occasione per presentare il suo ultimo libro, "Caro Umberto, Sergio Carissimo", edizione critica della corrispondenza epistolare tra l'autore e l'europarlamentare del Pci Umberto Cardia.

A completare il già ricco programma, la proiezione del documentario sulla vita dello scrittore, "Madre Acqua" (Araj Film, 2015), realizzato dal giovane regista Daniele Atzeni.

L'evento dedicato a Sergio Atzeni è il secondo di una serie di incontri con cui la direzione artistica di Vigne Surrau intende animare l'inverno gallurese. «Fedele alla sua filosofia aziendale – ha spiegato lo stesso Tino Demuro nel salutare gli ospiti – Surrau prosegue il suo investimento sulla cultura e sull'arte della Sardegna e non solo, promuovendone le migliori espressioni, dalla letteratura all'artigianato, dalla musica alle arti figurative».

Non sono mancate parole di stima, apprezzamento e di amicizia da parte dei relatori: «Strutture come la cantina Surrau fanno onore alla Sardegna» ha sottolineato Paolo Maninchedda che per un momento della serata culturale ha indossato i panni dell’amministratore regionale.

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