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Modifica nel calendario, raccolta rifiuti nel caos

Modifica nel calendario, raccolta rifiuti nel caos

TEMPIO. La modifica unilaterale da parte dell’Unione dei Comuni Alta Gallura del calendario della raccolta urbana ha generato in città, ieri mattina, non poche polemiche, disagi e proteste. Sul...

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TEMPIO. La modifica unilaterale da parte dell’Unione dei Comuni Alta Gallura del calendario della raccolta urbana ha generato in città, ieri mattina, non poche polemiche, disagi e proteste. Sul disguido è intervenuto con una dura dichiarazione, anche l’assessore all’Ambiente Francesco Quargnenti. Secondo il capitolato d’appalto ed un calendario ampiamente reclamizzato e presente ormai in tutte le case, nella giornata di ieri era previsto il ritiro del secco, dell’umido e del barattolame. Ambiente Italia, la società (subentrata ormai da un anno alla Gesenu), che gestisce il servizio della nettezza urbana e la raccolta “porta a porta”, «senza alcuna consultazione con il Comune – racconta Francesco Quargnenti – ha adottato improvvisamente un altro calendario. Mercoledì mattina – prosegue l’assessore –, poco prima di mezzogiorno l’Unione dei Comuni Alta Gallura, titolare del servizio, ha comunicato telefonicamente la modifica del calendario: il ritiro dell’umido per mercoledì 23 (così come da capitolato d’appalto) con aggiunta del barattolame che invece sarebbe dovuto essere ritirato il 26. Ieri la raccolta si è limitata invece soltanto al ritiro del secco. Mi è stato anche comunicato che la cosa si ripeterà il 2 gennaio nonostante sempre lo stesso capitolato preveda il ritiro di secco ed umido. Esprimendo all’Unione dei comuni la nettissima contrarietà a tale decisione, abbiamo invitato verbalmente l’Unione stessa perché si adoperasse a far desistere da tale tipo di scelta e ad osservare quanto l’appalto prevedeva e cioè il ritiro di secco, umido e barattolame. Non siamo stati ascoltati – dice Francesco Quargnenti – e nella stessa giornata di ieri, seppur festiva, tramite l’ufficio addetto, abbiamo inoltrato una nota di protesta e di addebito per il grave disservizio arrecato. Né basta come giustificazione – conclude Quargnenti –, il fatto che Ambiente Italia abbia cercato di sopperire al mancato ritiro con un sorta di avviso nel quale annunciava il suo personalissimo nuovo calendario. Il disservizio, le proteste ed i cumuli di sacchi nelle vie dimostrano che l’informazione, affrettata non è passata affatto e che l’improvvisazione non si addice certamente alla materia trattata». (a.m.)

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