Arresti domiciliari al cuoco stalker
L’uomo, portato nella caserma dei carabinieri, ha semidistrutto un ufficio
TEMPIO. Arresti domiciliari e autorizzazione a recarsi al lavoro mattina, sera e notte. Questa la decisione del giudice per F.A., il cuoco siciliano di 35 anni finito in manette, domenica pomeriggio, per aver tentato di entrare con la forza nell’abitazione dove vive le ex compagna. L’uomo, già diffidato nel giugno scorso dall’avvicinare la sua ex, è comparso ieri mattina davanti al giudice unico Marco Contu che lo ha processato con rito direttissimo, un procedimento richiesto dal pubblico ministero Elisabetta Atzori. L’uomo, dopo la convalida del fermo effettuato ieri l’altro dai carabinieri di Olbia, è stato accompagnato nella sua abitazione di Olbia dove dovrà attenersi alle nuove restrizioni. F.A., difeso dall’avvocato Pierangelo Loddo, è finito sotto processo per la violazione della misure di sicurezza impostegli dal magistrato e per danneggiamento aggravato di beni dello Stato. F.A., infatti, non aveva “gradito” l’intervento dei militari che ieri l’altro lo avevano bloccato davanti alla abitazione dei genitori della sua ex compagna ed aveva inveito contro i rappresentanti delle forze dell’ordine che lo avevano accompagnato in caserma per le contestazioni di rito e per rinchiuderlo dentro una cella di sicurezza.
Prima di finire al fresco l’uomo ha avuto il tempo di reagire mandando all’aria computer e suppellettili dell’ufficio dove i militari stavano verbalizzando le sue gesta. L’uomo dovrà ora risarcire lo Stato per il danneggiamento degli strumenti informatici e altri beni che sono andati distrutti nella sua focosa reazione. (g.p.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
