La Nuova Sardegna

Olbia

Un cenone da vip per gli ottanta ospiti del centro Caritas

di Stefania Puorro
Un cenone da vip per gli ottanta ospiti del centro Caritas

Capodanno offerto da Geasar nel ristorante dell’aeroporto Suor Luigia Leoni: un gesto bellissimo, siamo senza parole

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OLBIA. Principi e principesse per una notte. Serviti, riveriti e coccolati nel ristorante di Eccelsa. Davanti a tavole imbandite e circondati da un clima festoso i cui botti finali hanno regalato brindisi di solidarietà e sorrisi. Il cenone di Capodanno, per gli ottanta poveri che frequentano il dormitorio della Caritas, la casa alloggio e la mensa delle vincenziane, è stato unico e indimenticabile.

Un sogno che è diventato realtà grazie alla Geasar che, ancora una volta, ha voluto fare qualcosa di speciale per persone sole, famiglie in difficoltà e senza tetto. La società che gestisce l’aeroporto Costa Smeralda e che ha come amministratore delegato Silvio Pippobello, non ha fatto regali a dipendenti o personaggi istituzionali. Quei soldi che avrebbe potuto destinare ai doni di Natale, li ha utilizzati per offrire il cenone di San Silvestro a tante persone meno fortunate «che hanno vissuto alcune ore da veri signori. E questo li ha resi immensamente felici. La loro gioia era incontenibile - racconta suor Luigia Leoni, responsabile della Caritas diocesana -, si sono sentiti importanti, e la notte di San Silvestro, per tutti loro, è di quelle da incorniciare. Ma se tutto ciò è stato possibile è solo grazie alla Geasar, la cui sensibilità e generosità ci accompagna ogni giorno dell’anno quando ci dona i viveri per tutti coloro a cui diamo un sostegno. I dirigenti della società che gestisce l’aeroporto, probabilmente, non avrebbero neppure voluto che l’evento si pubblicizzasse. Perché amano la solidarietà silenziosa, quella di cui spesso non si parla ma che rappresenta un preziosissimo e continuo aiuto. Ma non possiamo non ringraziarli - dice ancoea suor Luigia -, non possiamo non far sapere quanto sia stato grande il regalo che hanno fatto per far terminare un anno con gioia e farne iniziare un altro consperanza e ottimismo».

La grande serata è cominciata presto, il 31 dicembre scorso. Il dormitorio di via Canova, che fa parte del centro umanitario della Caritas, ha spalacanto le sue porte prima del solito. Alle 19, i frequentatori della mensa delle vincenziane, dello stesso dormitorio e della casa alloggia hanno cominciato a prepararsi, indossando con semplicità ma con immensa emozione il loro abito migliore. Volevano essere perfetti, volevano presentarsi all’appuntamento in ordine. E ci sono riusciti. Poi, un’ora dopo, ecco arrivare una lunga fila di macchine dei dirigenti della Geasar e di diversi collaboratori. Le portiere si sono aperte e gli ospiti sono saliti a bordo per raggiungere il ristorante di Eccelsa dell’aviazione generale.

«In quella sala curata e allestita con eleganza per accogliere ospiti così importanti, c’era solo gioia e sembrava che ogni problema fosse dimenticato - ha aggiunto suor Luigia -. E per la prima volta i frequentatori del centro umanitario, insieme ad altre famiglie che vivono in grosse difficoltà, hanno solo sorriso, come mai era accaduto prima. Le prelibatezze e i piatti serviti da attenti e sensibili camerieri sono stati particolarmente graditi e i “vip” speciali hanno potuto dialogare, ridere e scherzare. Nessun tavolo riservato, ma ognuno aveva la libertà di decidere dove sedersi. E’ stato un regalo graditissimo quello che la Geasar ha voluto fare e che ha lasciato senza parole pure noi».

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