Il carcere saluta il direttore della svolta
Politici, associazioni e scuola dispiaciuti per il trasferimento di Carla Ciavarella: è l’autrice di una rivoluzione culturale
TEMPIO. Carla Ciavarella, direttore della Casa di reclusione di Nuchis fra poco meno di dieci giorni lascerà il suo incarico, richiamata a Roma dal ministero, dopo tre anni, per altri incarichi. La notizia, peraltro nell’aria da mesi, ha cominciato a circolare con più insistenza durante le festività natalizie, e ha trovato conferma subito dopo l’Epifania suscitando un coro unanime di rincrescimento.
Il sindaco. «Il trasferimento della dottoressa Ciavarella, se pur finalizzato all’affidamento di altri incarichi importanti e prestigiosi, giusto riconoscimento alla sua grandissima capacità - dice Andrea Biancareddu -, mi dispiace molto. Allineata e coperta con le severe norme ministeriali, ha saputo interpretare il suo lavoro con una sensibilità umana e professionale di altissimo livello innalzando il carcere di Nuchis, con il progetto sulla Giustizia riparativa, a modello di struttura penitenziaria non solo in Italia ma anche all’estero. Tempio e il territorio - prosegue il sindaco,che ricorda anche la recentissima riunione del consiglio comunale - pèrdono una grande amica e una importante alleata».
Associazioni. Voci unanimi di stima e di affetto giungono a Carla Ciavarella oltre che da esponenti del mondo politico, anche dalla scuola, in particolare dal liceo artistico De Andrè (con oltre 90 detenuti fra i 30 e i 60 che sono alunni del liceo all’interno della Casa di reclusione diventata scolasticamente “sede associata”), da associazioni culturali, di volontariato e sportive, da gruppi musicali e compagnie teatrali, con le quali «l’opera mirabile della Ciavarella ha fatto sì che i detenuti potessero operare con le forze del territorio in piena sinergia».
Eventi. Tanti i momenti speciali voluti da Carla Ciavarella. Pranzi e aperitivi riparativi. Conferenze dentro e fuori le mura, “Direzione Uguale e contraria”, teatro e musica, ma anche settimane di confronti con il Progetto Sicomoro che vedeva di fronte “detenuti” e “vittime”. Poesia e letteratura ,cibo per l’anima e per la mente, discipline nelle quali gli ospiti di Nuchis si confrontavano. Il tutto non per puro passatempo ma con il fine ben preciso del recupero e del reinserimento del carcerato nella società civile.
Amici di Monica. Fra le prime persone che operano nel volontariato a Tempio, una delle prime a entrare in contatto è stata Paola Scano, presidente dell’’Associazione Amici di Monica.
«Per il trasferimento di Carla Ciavarella - dice Paola Scano -, provo un grande dispiacere. Ciavarella è una persona speciale, una dirigente illuminata che è riuscita ad attuare nell’ambiente carcerario una vera e propria rivoluzione culturale Ho prodotto assieme a lei, con i carcerati, un libro di poesie, il cui ricavato è servito per realizzare un parco giochi a Nuchis e un maxischermo per il teatro della struttura, ho contribuito inoltre alla creazione di un laboratorio artigianale dove nascono dei piccoli capolavori artistici con materiale che, per quanto posso, cerco di donare loro, aiutata da sugherai e falegnami. Il mio augurio è che il seme gettato da Carla Ciavarella continui a germogliare e a dare i suoi frutti nella convinzione che la rieducazione alla dignità, permetta parole come: domani, futuro e libertà di riacquistare il colore della speranza».
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