Acqua non potabile, vertice in Comune
Il sindaco oggi incontra i responsabili di Abbanoa. Per l’ente gestore i valori sono nella norma, ma l’ultima parola è dell’Asl
OLBIA. È deciso a scoprire il mistero dell’acqua che cambia colore e valori in 48 ore. Il sindaco Gianni Giovannelli non ha gradito il balletto di dati che ha riportato in città il divieto di usare l’acqua per fini alimentari. Solo 20 giorni prima il primo cittadino aveva revocato la prima ordinanza, emessa alla fine di ottobre e rimasta in vigore per un mese e mezzo. Tutta colpa dell’alluminio e del manganese, trovati in percentuali fuori norma dalle ultime analisi della Asl. Immediato il semaforo rosso dell’azienda sanitaria locale e la messa al bando dalle tavole dell’acqua che esce dai rubinetti. Due giorni dopo le analisi dell’Asl Abbanoa, con una nota, aveva annunciato il miracolo. Parametri di nuovo perfetti.
Nuovo vertice. Questa mattina il primo cittadino incontrerà i vertici di Abbanoa e dell’Enas, l’ente acque della Sardegna. Nel frattempo, come annunciato qualche giorno fa, sono cominciate le verifiche del Comune sull’impianto dell’Agnata. Il check-up completo del potabilizzatore è il primo passo per formalizzare una denuncia all’Autorità giudiziaria.
Potabilizzatore sotto accusa. «Ho acquisito da diverse fonti qualificate delle segnalazioni sullo stato dell’impianto dell’Agnata – spiega Giovannelli – che non si presenta in condizioni di efficienza tali da garantire un adeguato processo di lavorazione dell’acqua grezza. Inoltre non sono evidenti i risultati di quelle azioni più volte sollecitate e concordate nei tavoli tecnici che dovevano servire per superare la fase di emergenza. A questo punto, invece, la situazione è diventata ancora più drammatica».
Alluminio e manganese. Il sindaco il 5 gennaio ha firmato la nuova ordinanza che impone il divieto di usare l’acqua per fini alimentari. I prelievi della Asl in via Toti, via Meucci, via Tenente Cossu, via Polo e via Sardegna hanno rivelato la presenza di parametri fuori norma. A malincuore e anche un po’ infastidito Giovannelli non ha potuto fare altro che seguire gli obblighi di legge. Ma ha anche deciso di passare all’attacco. «È necessaria una immediata verifica degli impianti di potabilizzazione – ha annunciato con una lettera inviata ad Abbanoa, Egas, Regione, Asl e Procura di Tempio –. Abbiamo già avviato i primi controlli. Abbiamo bisogno di acquisire informazioni certe per poi procedere a una formale denuncia. Devono essere stabilite le precise responsabilità, civili e penali di questa situazione».
Abbanoa vs Asl. Una guerra liquida, che si combatte a colpi di prelievi e analisi di laboratorio. 48 ore dopo la comunicazione dell’Asl che segnalava la presenza fuori norma di alluminio e manganese, Abbanoa comunicava: l'acqua è di nuovo potabile. Un annuncio per nulla gradito. Anche perché solo la Asl può certificare, attraverso i prelievi dell’Arpas, se l'acqua immessa nella rete è potabile oppure no.
Acqua a peso d'oro. Resta poi aperto il capitolo costi. I cittadino sono stanchi di pagare bollette calcolate sulle tariffe dell'acqua potabile. Il Comune chiede di trovare un meccanismo che permette di detrarre le spese in eccesso addebitate agli olbiesi.
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