Gelo e serrande rotte nella “camera calda” del Paolo Dettori
Davanti al pronto soccorso, basculanti sempre aperti: pesantissimi disagi per pazienti, infermieri e barellieri
TEMPIO. Tecnicamente la chiamano “camera calda”, nella realtà, con l’arrivo del freddo, è diventato il posto più rigido e infido (dal punto di vista sanitario), del Paolo Dettori. Stiamo parlando dell’ampio corridoio che fronteggia la porta d’ingresso del pronto soccorso, caratterizzato, oltre che da una normale porta a vetri che dà sul piazzale dell’ospedale, da altri due enormi ingressi frontali uno all’altro che consentono, da una parte l’arrivo delle ambulanze e di mezzi di soccorso e dall’altra l’uscita degli stessi mezzi. I due ingressi sono anche dotati di due enormi basculanti che dovrebbero aprirsi e chiudersi automaticamente alla bisogna. Questo però non avviene e i due basculanti rimangono permanentemente aperti, esponendo a micidiali correnti d’aria, chiunque si trovi vicino alle porte.
Pazienti che devono essere scaricati dalle ambulanze o dalle auto di soccorso, infermieri e barellieri, soccorritori occasionali, pazienti dimessi e altri malcapitati ancora che per un motivo o per l’altro, si trovano a dovervi passare in quel punto . Impossibile avere dall’interno informazioni certe sui due basculanti, sempre spalancati. C’è chi parla di danno irreversibile al sistema di apertura e chiusura automatica che dovrebbe entrare in funzione all’arrivo e alla ripartenza di un mezzo. Chi afferma che «è più comodo lasciarli sempre aperti per non avere poi il fastidio di aprirli e richiuderli». Non manca anche chi nei due basculanti inutilizzati o inutilizzabili simboleggia “il progetto di smantellamento della sanità in alta Gallura”. E così, a Tempio si guarda con circospezione anche all’atto n. 1224 del 28 dicembre scorso nel quale si delibera la riorganizzazione e la riqualificazione dei servizi sanitari per la realizzazione di una piattaforma chirurgica che ha richiesto l’accorpamento dei reparti di chirurgia e otorino (che dovrebbero essere trasferiti al quinto piano del Dettori). Del trasferimento non fa parte invece l’Ortopedia che l’avrebbe “rifiutato”. La paura è che l’accorpamento attuale faccia la fine del reparto Medicina, quando alla fine del 2011, dall’allora direttore generale della Asl Giovanni Antonio Fadda, furono unificati “temporaneamente per lavori elettrici”, i reparti diMedicina uomini e di Medicina donne, mai più riportati alla loro primaria situazione.(a.m.)
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