La Nuova Sardegna

Olbia

In porto le navi Grimaldi comincia la grande sfida

di Marco Bittau
I traghetti Grimaldi e Tirrenia ormeggiati all'Isola Bianca
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I traghetti Grimaldi e Tirrenia ormeggiati all'Isola Bianca

Tariffe dimezzate: la concorrenza rimette in moto anche gli autotrasportatori Angelo Carta: una grande occasione, ma la Regione non può stare a guardare

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OLBIA. Prima la Zeus, poi l’Europalink: Grimaldi lines fa sul serio all’Isola Bianca. Tanto da sfidare anche il maltempo che l’altro ieri ha trasformato in odissea il viaggio inaugurale sulla linea Livorno-Olbia. Aria nuova in banchina, aria di sfida, e la battaglia navale tra gli armatori sta già riaccendendo la luce sul porto dopo anni di preoccupante declino.

Aria nuova anche tra gli autotrasportatori, costretti in ginocchio dopo cinque anni di corsa al rialzo delle tariffe merci praticate dalle compagnie di navigazione. Oggi il regime di concorrenza Grimaldi-Onorato apre nuove prospettive anche per il trasporto gommato e i primi effetti già si vedono. Tariffe quasi dimezzate per i semirimorchi, prime assunzioni di nuovi autisti dopo anni di dieta. Insomma, la macchina portuale si sta rimettendo in moto. «Questa è una grande opportunità – dice Angelo Carta, presidente dell’Osservatorio Sardegna e consulente di armatori e autotrasportatori – la concorrenza riapre le porte del mercato del trasporto marittimo, sia per i passeggeri che per le merci, ma Olbia e la Sardegna non devono perdere questa occasione. Già l’anno scorso i movimenti portuali sono aumentati e nel 2016 ci sarà un vero e proprio boom, come negli anni d’oro del turismo. Beneficiamo di una situazione favorevole creata da congiunture internazionali e dalla concorrenza vera tra gli armatori, ma la Regione sinora non ha pianificato nulla. Così domani rischiamo di ritornare al punto di partenza, magari con un monopolista diverso e con tariffe di nuovo impossibili». «Esiste un piano regionale dei trasporti? Di quante linee ha bisogno la Sardegna? – aggiunge Angelo Carta – Tutte domande senza risposta, però continuiamo a elargire contributi pubblici a una sola compagnia, mentre invece una vera continuità presuppone che dei contributi beneficino i passeggeri, non gli armatori».

@marcobittau

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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