La Nuova Sardegna

Olbia

Gallura in festa, Padre Vico verso la beatificazione

di Mario Girau
Padre Salvatore Vico con alcune suore missionarie
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Padre Salvatore Vico con alcune suore missionarie

Nella cattedrale di San Pietro, il vescovo Sanguinetti aprirà l’inchiesta per portare alla gloria degli altari l’«apostolo degli stazzi»

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TEMPIO. Inizia il lungo percorso che potrebbe portare Padre Salvatore Vico verso la gloria degli altari. Alle 18, nella cattedrale di Santa Pietro Apostolo, monsignor Sebastiano Sanguinetti presiederà la sessione di apertura dell’inchiesta diocesana per la beatificazione e canonizzazione dell’”apostolo degli stazzi”. Una festa per la Chiesa tempiese, per quella sarda - che sarà rappresentata dal vescovo di Alghero-Bosa, Mauro Maria Morfino e dagli ex presuli di Tempio Ampurias PaoloAtzei arcivescovo di Sassari - e Pietro Meloni emerito di Nuoro, ma soprattutto per la Congregazione delle Missionarie Figlie di Gesù Crocifisso, strumento di carità voluto nel lontano 1925 dal Servo di Dio per portare il Vangelo nel mondo agropastorale. Il promotore, l’”actor” della causa è monsignor Sanguinetti, da tempo conquistato dalla passione evangelica di questo sacerdote nato nel 1896 a Maddalena che, poco più che trentenne, lascia una carriera sicura dentro la gerarchia ecclesiastica per interessarsi di povertà sociali: orfani, operai a basso reddito, mancanza di istruzione, emarginazione e indigenza di portatori di handicap.

Un prete di ottanta anni fa, straordinariamente moderno, da proporre come modello di sacerdozio ai giovani preti del XXI secolo. Quattro anni fa il vescovo ha messo in movimento don Gianfranco Saba, postulatore della causa, per una prima esplorazione sulla vita e l’opera di padre Vico. Un corposo dossier si è trasformato nel “libellum” - una nota documentale - trasmessa nel marzo del 2013 dal vescovo alla Congregazione per le Cause dei santi per essere autorizzato ad avviare la causa di beatificazione. L’otto maggio dell’anno scorso il nulla osta della Santa Sede. “Si può procedere”, sentenziano dalla Curia Romana, ovviamente rispettando tutte le norme che i vescovi devono osservare quando si parla di santi e beati, fatti o da fare.

Si inizia il 16 gennaio con l’istituzione e il giuramento del tribunale diocesano, presieduto dal delegato vescovile, monsignor Antonio Tamponi, parroco della cattedrale. Dovrà ascoltare i testimoni che sotto giuramento riferiranno prove concrete sull’esercizio delle virtù cristiane vissute da padre Vico, ormai “Servo di Dio”, in modo eroico. Testimonianze e documenti acquisiti saranno successivamente trasmessi in Vaticano per la stesura della “Positio”, tutto quello che si sa e si dice su Padre Vico. Finirà all’attenzione dei teologi e dei cardinali che proporranno al Papa di pubblicare il decreto di venerabilità.  La gloria degli altari richiede un altro passaggio fondamentale: un miracolo avvenuto grazie all’intercessione di questo uomo di Dio. Altre prove, documenti, esami scientifici senza i quali la beatificazione resta un sogno. L’importante è iniziare il percorso. Tutto l’altro verrà. Sanguinetti è deciso ad accelerare i tempi.

 

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