La Cisl contro la Cosir: «Assunzioni senza rispettare gli accordi »
Arzachena, il sindacato accusa l’impresa di scelte arbitrarie Mercoledì il nuovo appalto per il servizio di nettezza urbana
ARZACHENA. Si conoscerà mercoledì il nome dell’azienda che per i prossimi 7 anni gestirà il servizio comunale di nettezza urbana. Erano cinque le ditte in gara per aggiudicarsi l’appalto da 35 milioni di euro. Nel frattempo la Cisl polemizza con la Cosir, attuale gestore, rea, a suo dire, di non aver rispettato un accordo che prevedeva una serie di stabilizzazioni dei precari nel triennio 2013-2015. Per trovare una soluzione al problema tira in ballo il Comune. «La Cosir ha stabilizzato un numero importante di lavoratori senza alcuna preventiva comunicazione – dichiarano il segretario provinciale della Cisl, Mirko Idili e quello territoriale, Masino Fresi –. Più volte abbiamo chiesto un incontro all’azienda, ma non ci ha mai risposto. Oggi dunque, con forza diffidiamo la Cosir dal procedere in modo unilaterale alle stabilizzazioni dei lavoratori senza prima valutare il rispetto degli accordi sottoscritti ad aprile 2013». La Cisl si rivolge poi al Comune: «Auspichiamo che l’amministrazione comunale non avalli iniziative aziendali che possano ledere diritti acquisiti nel tempo da lavoratori precari – affermano – ma che si attivi per trovare una soluzione ottimale, nel rispetto degli accordi presi». Se non arriveranno risposte esaustive in tempi brevi, il sindacato comunica che attiverà tutte le forme di tutela nei confronti dei lavoratori penalizzati. Idili e Fresi ricordano che l’accordo tra la Cisl e i vertici della Cosir era stato preso nel corso di un incontro negli uffici dell’assessorato comunale all’Ambiente: «Era presente il delegato Gian Mario Orecchioni – raccontano -, l’accordo prevedeva una serie di stabilizzazioni nel triennio 2013-2015, con la contestuale stesura di una lista di criteri inderogabili, tra cui l’anzianità di servizio. Invece l’azienda ha stabilizzato diversi lavoratori lasciando fuori dal piano delle assunzioni alcuni che avevano maturato il requisito per essere assunti a tempo indeterminato. Condiviamo le assunzioni fatte – concludono – non è però ammissibile che siano state fatte non rispettando gli accordi sottoscritti, adoperando nella scelta il meno democratico criterio dell’arbitrarietà”.
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