Maninchedda: non solo città e più poteri
Il leader del Pds e assessore dei Lavori pubblici al centrosinistra e agli indipendentisti: ecco la nostra idea, diteci le vostre
OLBIA. Non basterà proporsi al voto degli elettori con un programma di buone intenzioni per amministrare la città. «No, ci vorrà molto di più – sottolinea Paolo Maninchedda, padre fondatore del Partito dei sardi e assessore regionale dei Lavori pubblici –. Ci vuole un’idea chiara su cosa si vuole fare, un’idea distintiva rispetto alla contrapposizione con gli altri. Insomma, una visione più ampia rispetto al perimetro interno». Il nucleo di questa idea deve essere «una Sardegna con più poteri e maggiore sovranità, che non sono concetti astratti. Il tema dei poteri legati alla propria centralità, deve essere chiaro e dichiarato dai candidati».
L’idea di governo. È il discrimine politico. «Chiediamo al centrosinistra e al mondo indipendentista – dice Maninchedda – di alzare l’asticella, perché finora non abbiamo visto un’idea in campo sulla quale avviare il confronto politico. Vorremmo sentire le idee altrui». Maninchedda, tanto per chiarire, mette in campo un esempio: «Per le zone alluvionate abbiamo depositato alla presidenza del Consiglio dei ministri una proposta per sancire i poteri derogatori fino alla durata del rischio idrogeologico». Diversamente, la conclusione del periodo di gestione delle opere verrebbe interrotto e la titolarità tornerebbe allo Stato.
Investimenti. Maninchedda insiste sull’importanza delle «regole nostre», cioè della Sardegna, anche e soprattutto quando parla del Qatar. Precisa che il Pds non è contrario agli investimenti dei privati nel patrimonio pubblico. «Si tratta di definire quali rapporti si debbano intrattenere con il Qatar. Come è stato con Barrack? No, siamo contrari ai baratti. Il Qatar è una grande occasione, ma bisogna mettere di fronte agli investitori regole e opportunità». Non si dialoga sullo scambio delle cubature, «ma sul riconoscimento della Sardegna, delle sue peculiarità. Siamo interessati a discutere su un grande disegno di rilancio e sviluppo del territorio, nel quale Olbia è la porta del turismo».
I poteri per il G7. Il ragionamento del leader del Pds è lo stesso: «Noi proponiamo poteri commissariali derogatori per una zona “arancione”, il territorio intorno all’area di sicurezza, nella quale è l’amministrazione territoriale a governare gli eventi». Non si riferisce solo all’immediatezza, anzi, lo sguardo è rivolto al futuro. «Per quanto ci riguarda, tre sono i punti: in primo luogo, deve essere messo a posto ciò che è stato rovinato. Inoltre, il G7 non può essere un evento che riguarda solo l’arcipelago ma una grande occasione per rimettere negli standard qualitativi elevati la Gallura e incidere su tutta la Sardegna. Infine, il tema dei poteri derogatori».
Acqua. Primo obiettivo, evitare ritardi in caso d’emergenza o eventuali casi di inquinamento: «Avvieremo un sistema che permetta al sindaco di sapere entro 48 ore ciò che sta accadendo», assicura Maninchedda.
Sul caso del Liscia, sollecitato dal consigliere comunale di Olbia Nicola Midulla (che instancabile rivendica opere certe per la interconnessione dei bacini di approvvigionamento), Maninchedda spiega gli interventi eseguiti per riparare, più che altro, i guasti fatti dalla programmazione del passato.
Viabilità. La voragine di Monte Pinu sarà eliminata, presumibilmente entro l’anno. Con certezza si può dire che l’appalto dell’opera sarà definito entro giugno: lo assicura l’assessore Maninchedda, che è riuscito a scongiurare la “fuga” dell’Anas proprio grazie alla sua idea di garantire alla Sardegna i poteri derogatori. La Tempio Olbia è da riprogrammare e su questo intende muoversi Maninchedda, bloccato ora dai contrasti tra i sindaci dell’Alta Gallura. L’opera forse più impegnativa nell’intreccio procedure-progetto è il tratto della Olbia-San Giovanni (in direzione Santa Teresa di Gallura), che prevede nove chilometri di galleria e un costo di duecento milioni. Maninchedda è dell’idea di abbreviare i tempi e riuscire a mettere in campo una parte significativa («ma almeno quella realizzabile con certezza») dell’opera.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
