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Olbia

Acqua non potabile Balata: «Pretendiamo le tariffe scontate»

di Angelo Mavuli
Acqua non potabile Balata: «Pretendiamo le tariffe scontate»

Il capogruppo consiliare di Tempio Libera attacca il sindaco «Il Comune chieda ad Abbanoa la riduzione delle bollette»

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TEMPIO. «L’ordinanza del sindaco sulla non potabilità dell’acqua, è solamente un’ordinanza interdittiva che ha più funzione di salvaguardia per gli amministratori che di tutela per i cittadini». L’accusa, per certi versi pesantissima, è contenuta in un comunicato stampa a firma di Antonio Balata, capogruppo di minoranza consiliare di Tempio Libera. Si riferisce all’ordinanza di non potabilità emessa lunedì mattina dal sindaco dopo aver ricevuto la nota dell’Asl di Olbia che evidenziava, a sua volta, la comunicazione dell’Arpas di Sassari, con la quale si rendeva noto che l’acqua emessa in rete superava i valori dei parametri di legge, con la presenza oltre misura di alluminio, manganese e ferro. «Un disservizio che grava in maniera così pesante sulle famiglie, costrette ad approvvigionarsi di acqua potabile per tutti gli usi domestici, a nostro avviso – scrive Balata – non sarebbe dovuto essere affrontato così come invece ha fatto il sindaco Andrea Biancareddu. Oltre l’invito rivolto ad Abbanoa a predisporre in tempi brevi tutti gli interventi necessari al ripristino della qualità dell’acqua, riteniamo infatti, che l’amministrazione comunale si sarebbe dovuta attivare con decisione, chiedendo allo stesso ente erogatore l’adozione di misure di ristoro per i danni che i cittadini stanno subendo. Esistono, infatti – prosegue Balata – tutti i presupposti perché venga riconosciuto un adeguato sconto in bolletta per la fornitura di acqua non potabile». Balata propone la sua tesi confortato, egli dice, da diverse sentenze del Tar, che hanno previsto, in questi casi, riduzioni delle tariffe fino al cinquanta per cento e dallo stesso ente gestore acque in Sardegna che recentemente si è impegnato a codificare un sistema tariffario scontato, da applicare ogni qualvolta non si rispetti la qualità garantita.

Antonio Balata però nel suo comunicato non si ferma a questo e critica anche «la non meno importante azione di informazione posta in essere in presenza di una ordinanza di tale gravità che – dice – sarebbe dovuta essere più incisiva. L’ordinanza – prosegue Balata –, sarebbe dovuta essere divulgata in maniera capillare rendendo edotta la cittadinanza sui rischi che possono derivare dall’uso di acque troppo ricche di metalli pesanti. Era necessario far sapere, – prosegue il capogruppo di Tempio Libera – che siamo in presenza di componenti fortemente dannosi alla salute dell’uomo non eliminabili con la bollitura o con altri metodi casalinghi di depurazione». I disagi per il divieto di usare l’acqua di Abbanoa (in questo caso non responsabile del disservizio, dovuto invece alla siccità che ha svuotato i bacini), sta creando problemi non indifferenti. Le fontane pubbliche sono prese d’assalto e nei supermercati la vendita dell’acqua è triplicata rispetto alle scorse settimane.

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