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Migranti, cresce l’accattonaggio

Migranti, cresce l’accattonaggio

Santa Teresa, l’opposizione sollecita un intervento su Porto Pozzo: servono politiche di integrazione

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SANTA TERESA. Nonostante l'ordinanza sindacale che vieta l'accattonaggio molesto, in paese c'è ancora chi tende la mano per chiedere l'euro del carrello della spesa o qualche spicciolo nei pressi delle poste o del mercatino settimanale. Stando ai racconti di qualche cittadino, a fare l'elemosina sono anche alcuni dei 142 migranti ospitati nel centro temporaneo di accoglienza dell'hotel Porto Pozzo. Altri, invece, proprio a causa del divieto si spostano nei comuni vicini. «Lamentano persino mancanza di accoglienza e addirittura di essere alla fame – dichiara la capogruppo di opposizione Angela Antona -. Per limitare questa situazione indecorosa, che getta discredito anche sul Comune, vanno individuate forme di integrazione. Un processo che non avviene in modo spontaneo».

Dopo l'approvazione unanime del Consiglio di un documento (inviato al prefetto di Sassari) in cui si chiede, fra l'altro, la riduzione da 142 a 50 del numero degli ospiti a Porto Pozzo, per evitare tensioni e una pericolosa frattura sociale, il gruppo di minoranza “A cara a ventu” chiede al sindaco Pisciottu la predisposizione di un piano di integrazione. «In particolare, la prestazione volontaria e gratuita dei migranti in lavori di pubblica utilità. Lavori utili all'apprendimento dei mestieri, con l'avvio di un eventuale rapporto di collaborazione con i comuni limitrofi».

La minoranza suggerisce poi corsi di insegnamento della lingua italiana. La programmazione di incontri formativi in tema di educazione civica. «Per sviluppare nei nostri ragazzi il senso della solidarietà, riducendo pregiudizi e stereotipi e per trarre dal confronto un arricchimento culturale – sottolinea – vanno promossi incontri fra gli studenti delle superiori e i giovani migranti. Con l'aiuto delle associazione occorre coinvolgerli in attività ricreative, sportive, teatrali, culturali». Aggiunge infine la Antona che «come ben evidenziato dagli operatori locali durante l'assemblea pubblica a Porto Pozzo, l'imminenza della stagione turistica richiede che si neutralizzino eventuali preoccupazioni in tema di sicurezza che possano derivare dalla presenza di migranti inattivi. Va da se la necessità di individuare forme finanziarie poco onerose per il Comune, attraverso convenzioni soprattutto con associazioni nazionali e locali di volontariato». (w.b.)

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