La Nuova Sardegna

Olbia

Turismo in cantina, le Strade del vino portano in Toscana

di Marco Bittau
Turismo in cantina, le Strade del vino portano in Toscana

Una delegazione gallurese in visita ai vigneti del chianti Nuove idee e consigli per l’associazione del vermentino

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OLBIA. Passi da gigante per la Strada del vermentino di Gallura docg che nei giorni scorsi ha confrontato progetti ed esperienze con le sorelle maggiori delle Strade del vino della Toscana. Cinque giornate intense alla scoperta del paradiso enoturistico del chianti e della vernaccia, secondo un itinerario che ha sapientemente unito la parte didattica a quella sempre emozionante delle degustazioni in cantina. Il risultato alla fine è stato incoraggiante: utili consigli e tante nuove idee per far decollare la Strada del vermentino, ancora un po’ acerba.

L’obiettivo del viaggio-studio in Toscana, supportato dal lavoro prezioso dell’agenzia regionale Laore, era duplice: da una parte l’esigenza di approfondire la conoscenza tra i soci della Strada (produttori vitivinicoli, albergatori, sommelier, amministratori locali, funzionari e tecnici regionali, dirigenti di consorzi turistici); dall’altra il bisogno di conoscere un sitema enoturistico di eccellenza come quello toscano, come funziona, che genere di problemi affronta, che margini e prospettive di crescita può avere. Certamente il confronto tra la Gallura e la Toscana per certi aspetti (ad esempio, la disponibilità di turisti durante tutto l’anno nelle città d’arte come Firenze, Siena o Arezzo) è risultato improponibile. Ma su molti punti specifici la Gallura ha tanto da dire. L’accoglienza, ad esempio, e poi il fascino che esercitano luoghi, colori e profumi. Insomma, la strada da percorrere è lunga, ma la nutrita delegazione gallurese alla fine è ritornata a casa con buone idee su come percorrerla. Ad esempio, alcuni punti fermi sono la struttura organizzativa e logistica della Strada che in Toscana ha sempre una sede ben visibile e fruibile dal pubblico (in Gallura ancora no) e un organico pur ridotto che però garantisca l’ordinaria amministrazione. Che significa poi la sopravvivenza stessa della Strada.

La missione in Toscana alla fine ha prodotto un bagaglio di conoscenze ed esperienze che serviranno alla Strada del vermentino di rilanciarsi come la migliore forma di associazione e collaborazione tra partner diversi che condividono un obiettivo comune: la promozione e la valorizzazione turistica del territorio attraverso uno dei suoi prodotti d’eccellenza, il vermentino. Un percorso interpretato al meglio dalla Strada, presieduta da Antonio Mancini, che negli ultimi due anni ha lavorato molto per uscire dal limbo dell’anonimato dove rischiava di finire. Oggi l’associazione, grazie soprattutto al sostegno tecnico garantito dall’agenzia Laore, è un’entità reale e presente che sta cercando una sua dimensione ottimale e maggiore forza propulsiva e di coinvolgimento. Un lavoro duro perché in Sardegna, come è noto, gli imprenditori, gli amministratori e persino le persone comuni sono molto diffidenti e non si associano volentieri. Individualisti romantici e di carattere, si potrebbe dire dei sardi, esattamente come il vino che producono.

@marcobittau

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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