La Nuova Sardegna

Olbia

“Camera calda” sempre più fredda

Proteste per il disservizio al Paolo Dettori: correnti d’aria pericolose per i malati

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TEMPIO. La così detta “camera calda” del Paolo Dettori antistante il Pronto soccorso e attraverso la quale transitano ambulanze, auto di soccorso, pazienti, personale medico e paramedico e centinaia e centinaia di persone al giorno, a dispetto del suo nome continua ad essere freddissima, esposta a tutti i venti e a tutte le intemperie a qualunque ora del giorno e della notte. I due basculanti delle porte d’ingresso e di uscita che si fronteggiano enormi, continuano infatti a non funzionare (dovrebbero aprirsi automaticamente sia in entrata che in uscita), consentendo così il formarsi di fredde e pericolose correnti d’aria. Sempre poco gradite, ancor di più quando al centro di queste correnti, ben alimentate dal sovrastante Limbara, ci sono malati, pazienti infartuati, incidentati, bambini o anche semplice personale di soccorso, medici ed infermieri. «Il disservizio, segnalato ormai centinaia di volte, come ci dicono all’ospedale, è stato ignobilmente ignorato a tutti i livelli. Una mancanza di rispetto che non ha limiti e che non può neanche essere giustificata con banali motivazioni economiche», protestano alcuni dipendenti. «Recentemente – racconta un altro interlocutore (che non vuole essere citato per paura di ritorsioni da parte della Direzione che «recentemente ha portato in tribunale un medico sindacalista per avere espresso dei pareri», dice), ci è stato detto che la soluzione era in dirittura d’arrivo con la sostituzione imminente di una puleggia. Abbiamo atteso pazientemente. Non è successo assolutamente nulla». Sin qui i terrorizzati dipendenti dell’Asl, la maggior parte dei quali scappa di fronte ad un taccuino aperto, ad una telecamera o ad una macchina fotografica. Più loquaci, invece, pazienti in uscita, indeboliti dalla malattia, «costretti ad attraversare una Siberia» o pazienti o parenti di pazienti, in attesa al Pronto soccorso (chilometriche le fila di domenica pomeriggio e domenica notte), che hanno necessità di uscire, dal corridoio d’attesa al pronto soccorso, sulla “Camera calda” per sgranchirsi le gambe, per allentare la tensione o altro. «Solo a mettere il naso fuori, diceva una signora, ci si ammala». (a.m.)

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