Operazione Calosa: tre giovani olbiesi imputati per droga
La tranche gallurese contro i presunti trafficanti di droga finiti in cella nell’operazione della Dda di Cagliari contro il clan calabrese capeggiato dai fratelli La Ferla (due dei quali deceduti...
La tranche gallurese contro i presunti trafficanti di droga finiti in cella nell’operazione della Dda di Cagliari contro il clan calabrese capeggiato dai fratelli La Ferla (due dei quali deceduti nelle more processuali) è stata aggiornata, per mancate notifiche, al prossimo 4 maggio. Il processo che si tiene anel tribunale di Tempio riguarda gli affiliati galluresi alla rete di spacciatori che, nel 2010, operavano tra la Sardegna, la Lombardia e la Calabria (da qui l’acronimo Calosa che venne dato all’operazione antidroga) vede alla sbarra gli olbiesi Salvatore Piccinnu, Antonio Deiana e Francesco Seddaiu, assistiti dal penalista Mario Perticarà. Il gruppo di imputati sardi era più numeroso – nel blitz dei carabinieri finirono in carcere 13 persone – molte delle quali vennero prosciolte in fase istruttoria mentre per altri c’è già stata una sentenza patteggiata o giunta dopo un ritito abbreviato. Il gruppo di spacciatori che faceva capo ai fratelli La Ferla (Pio Giovanni, Salvatore e Tonino, due dei quali deceduti) vendevano hascisc e cocaina in quantita industriali. Ieri il pm della Dda di Cagliari ha chiesto un differimento del processo per il deposito di oltre 1.200 intercettazioni telefoniche e ambientali che riguardano l’attività criminale portata avanti dai calabresi che, per impartire gli ordini, utilizzavano un dialetto incomprensibile anche ai periti incaricati delle traduzioni. (g.p.c.)
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