“Arzachena concreta”: sconto Tari per le aziende
L’opposizione chiede alla maggioranza di dare seguito agli impegni assunti E punta i riflettori sulla condizione di crisi delle imprese ormai in ginocchio
ARZACHENA. La sforbiciata sui costi dei rifiuti annunciata dall’amministrazione viene accolta positivamente dall’opposizione. Ma “Arzachena concreta” chiede riduzioni non solo per i cittadini, ma anche per le imprese. «Un pensionato non può pagare una tassa sui rifiuti come se fosse un albergo a 5 stelle – dichiara il capogruppo, Efisio Onali – . Le aziende, già avvelenate dalla crisi, non sono più in grado di sostenere costi esorbitanti».
A garantire cartelle dei rifiuti più leggere e ulteriormente ridotte nel 2017, a fronte di un potenziamento del servizio, è stato il delegato all’Ambiente, Gianmario Orecchioni. Operazione resa possibile dal ribasso di gara del 10 per cento offerto dalla Ciclat, la società che ha vinto l’appalto per la nettezza urbana. «Non può che farci piacere la recente dichiarazione del delegato – commenta Onali –. Sperando che non sia l’ennesima affermazione, poi disconosciuta da colleghi e assessori, ricordiamo che lo scorso anno la minoranza aveva già chiesto, con dovizia di dati e con apparente consenso della maggioranza, una riduzione di circa l'8%. Niente di fatto”».
La minoranza ricorda che aveva presentato in Consiglio uno studio sugli incentivi alla differenziata e sulla conseguente riduzione delle tasse. «Anche questa proposta è stata ridotta a dei bonus spesa e poco altro».
Il portavoce del gruppo di opposizione chiede all’amministrazione di diminuire le aliquote delle tariffe rifiuti anche alle imprese. «Dopo la prima stangata, a inizio mandato, le tariffe sono lievitate, in particolare per le aziende – dice Onali –. Non è possibile che una struttura di piccole dimensioni sia costretta a pagare lo stesso importo di un hotel di lusso». Cita alcuni esempi. «Se nel 2013 gli alberghi con ristorante pagavano 4,5 euro al metro quadrato, oggi ne pagano 6,4. Gli hotel senza ristorante (anche di categoria inferiore) passano da 3,6/mq a 5,1; gli uffici da 3,8 a 5,5; i ristoranti da 9 a 12,7 euro/mq. Anche i piccoli artigiani pagano di più: da 2,6 a 3,7. Tutto ciò dopo che la tassa era già stata aumentata quando il Comune era commissariato. Se questo aumento è forse gestibile da alcune attività turistiche di altissimo livello non è invece gestibile dagli imprenditori locali, con fatturati, al metro quadrato, venti volte inferiori. Molti non hanno pagato e non potranno pagare. Ben venga una diminuzione, ma che sia consistente e non solo uno spot preelettorale. Infine, chiediamo che si attuino tutte le forme di esenzione e riduzione previste dalla legge per chi fa la differenziata, puntando allo stesso tempo ad ottenere premialità, visto che al momento la percentuale della raccolta è di poco superiore al 34% e il Comune è costretto a pagare penalità».
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