Badesi, la visita di Simeoni: «Pronti a battaglie comuni»
Davanti al governatore nazionalista della Corsica presenti 17 sindaci della Gallura Poste le basi per una collaborazione che possa servire allo sviluppo economico
BADESI. Per la Gallura quella di giovedì è stata una giornata storica. A Badesi l’arrivo del presidente del consiglio esecutivo della Corsica Gilles Simeoni si è trasformato in una occasione di incontro, di dibattito, di scambio di idee, con la volontà di dare un futuro migliore alla Sardegna e alla Corsica. Alla riunione tenutasi nel centro polifunzionale di Badesi, orchestrata dal sindaco Toni Stangoni, presidente dell’Unione dei comuni dell’Alta Gallura, erano presenti 17 comuni sardi: due comunità montane (Alta Gallura e Gallura) e altri tre comuni pronti all’adesione. Erano presenti infatti i primi cittadini di Palau, Arzachena, Telti, La Maddalena e Santa Teresa Gallura, ancora quelli di Tempio, Sant’Antonio, Aggius, Aglientu, Badesi, Calangianus, Luras, Luogosanto, Bortigiadas oltre a Valledoria, Viddalba e Trinità d’Agultu.
Gilles Simeoni, vincitore con la lista nazionalista delle elezioni di dicembre, dopo lo sbarco a Santa Teresa, ha iniziato il suo viaggio sardo, concluso ieri con la visita istituzionale a Cagliari al governatore Pigliaru, da Badesi. Un segnale importante per la comunità gallurese, che da sempre intesse rapporti culturali, economici e di amicizia con il popolo corso. E Simeoni ha sottolineato, nel suo intervento in lingua corsa, come questi rapporti possano crescere ulteriormente e dare risultati significativi per lo sviluppo sociale, culturale e dell’economia dei due territori.
Gli interventi sono stati aperti da Stangoni, che ha puntato sull’annoso problema «delle zone interne e dell’handicap dell’insularità. Importante una battaglia comune di Sardegna e Corsica nei settori dei trasporti, della difesa dell’ambiente, dell’istruzione. Noi – ha concluso il sindaco di Badesi – siamo pronti a ulteriori incontri con i corsi per approfondire i temi e progettare interventi, con il supporto dei fondi comunitari e dei progetti transfrontalieri».
E’ stata la volta quindi di Paolo Maninchedda, che con il suo Partito dei sardi, ha organizzato l’evento. «Corsica e Sardegna sono uniti da cultura e lingua, divisi dalla politica. Ma i ponti fra le amministrazioni – ha ricordato l’assessore regionale ai lavori pubblici – servono ad aumentare le capacità di produrre ricchezza e benessere».
Quindi Luca Montella, sindaco della Maddalena. «Serve costuire dei ponti veri di rapporti, concreti e non appesi ai sogni. Penso che un tema su cui potremo batterci insieme è quella della fiscalità di vantaggio».
Emiliano Deiana, primo cittadino di Bortigiadas, ha ricordato il «pericolo della desertificazione e della morte dei piccoli comuni. Per evitare questo dramma serve il lavoro. Dunque importante investire su cultura, istruzione, turismo di qualità, e settori come produzioni enogastronomiche e sughero».
Nicola Muzzu, sindaco di Aggius è stato l’unico a parlare in gallurese. «Ricordiamo che rapporti culturali fra le due isole sono sempre stati profondi. In particolare nel campo della cultura. Si deve passare da questi temi a quelli della crescita sociale». Per il sindaco di Aglientu, Antonio Tirotto, «ci sentiamo vicini alla Corsica, perché come il popolo corso, anche i galluresi sono orgogliosi della propria autonomia culturale». Infine il sindaco di Tempio., Andrea Biancarddu. «Per Sardegna e Corsica la fiscalità di vantaggio e la continuità territoriale sono riconoscimenti dovuti, per cui continueremo a batterci».
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