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Olbia

Badesi, la visita di Simeoni: «Pronti a battaglie comuni»

di Enrico Gaviano
Badesi, la visita di Simeoni: «Pronti a battaglie comuni»

Davanti al governatore nazionalista della Corsica presenti 17 sindaci della Gallura Poste le basi per una collaborazione che possa servire allo sviluppo economico

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BADESI. Per la Gallura quella di giovedì è stata una giornata storica. A Badesi l’arrivo del presidente del consiglio esecutivo della Corsica Gilles Simeoni si è trasformato in una occasione di incontro, di dibattito, di scambio di idee, con la volontà di dare un futuro migliore alla Sardegna e alla Corsica. Alla riunione tenutasi nel centro polifunzionale di Badesi, orchestrata dal sindaco Toni Stangoni, presidente dell’Unione dei comuni dell’Alta Gallura, erano presenti 17 comuni sardi: due comunità montane (Alta Gallura e Gallura) e altri tre comuni pronti all’adesione. Erano presenti infatti i primi cittadini di Palau, Arzachena, Telti, La Maddalena e Santa Teresa Gallura, ancora quelli di Tempio, Sant’Antonio, Aggius, Aglientu, Badesi, Calangianus, Luras, Luogosanto, Bortigiadas oltre a Valledoria, Viddalba e Trinità d’Agultu.

Gilles Simeoni, vincitore con la lista nazionalista delle elezioni di dicembre, dopo lo sbarco a Santa Teresa, ha iniziato il suo viaggio sardo, concluso ieri con la visita istituzionale a Cagliari al governatore Pigliaru, da Badesi. Un segnale importante per la comunità gallurese, che da sempre intesse rapporti culturali, economici e di amicizia con il popolo corso. E Simeoni ha sottolineato, nel suo intervento in lingua corsa, come questi rapporti possano crescere ulteriormente e dare risultati significativi per lo sviluppo sociale, culturale e dell’economia dei due territori.

Gli interventi sono stati aperti da Stangoni, che ha puntato sull’annoso problema «delle zone interne e dell’handicap dell’insularità. Importante una battaglia comune di Sardegna e Corsica nei settori dei trasporti, della difesa dell’ambiente, dell’istruzione. Noi – ha concluso il sindaco di Badesi – siamo pronti a ulteriori incontri con i corsi per approfondire i temi e progettare interventi, con il supporto dei fondi comunitari e dei progetti transfrontalieri».

E’ stata la volta quindi di Paolo Maninchedda, che con il suo Partito dei sardi, ha organizzato l’evento. «Corsica e Sardegna sono uniti da cultura e lingua, divisi dalla politica. Ma i ponti fra le amministrazioni – ha ricordato l’assessore regionale ai lavori pubblici – servono ad aumentare le capacità di produrre ricchezza e benessere».

Quindi Luca Montella, sindaco della Maddalena. «Serve costuire dei ponti veri di rapporti, concreti e non appesi ai sogni. Penso che un tema su cui potremo batterci insieme è quella della fiscalità di vantaggio».

Emiliano Deiana, primo cittadino di Bortigiadas, ha ricordato il «pericolo della desertificazione e della morte dei piccoli comuni. Per evitare questo dramma serve il lavoro. Dunque importante investire su cultura, istruzione, turismo di qualità, e settori come produzioni enogastronomiche e sughero».

Nicola Muzzu, sindaco di Aggius è stato l’unico a parlare in gallurese. «Ricordiamo che rapporti culturali fra le due isole sono sempre stati profondi. In particolare nel campo della cultura. Si deve passare da questi temi a quelli della crescita sociale». Per il sindaco di Aglientu, Antonio Tirotto, «ci sentiamo vicini alla Corsica, perché come il popolo corso, anche i galluresi sono orgogliosi della propria autonomia culturale». Infine il sindaco di Tempio., Andrea Biancarddu. «Per Sardegna e Corsica la fiscalità di vantaggio e la continuità territoriale sono riconoscimenti dovuti, per cui continueremo a batterci».

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