La Nuova Sardegna

Olbia

Scuola e carcere: sinergia che vale un premio

di Giuseppe Pulina

Riconoscimento nazionale per un progetto che ha coinvolto alunni dell’Artistico e studenti-detenuti

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TEMPIO. Un importante riconoscimento è stato assegnato dal Centro studi cultura e società ad un progetto che ha visto collaborare il Liceo artistico “De André” e la casa circondariale di Nuchis. Si tratta del Premio “Persona e Comunità”, conferito al liceo tempiese per gli ottimi risultati conseguiti con un progetto che aveva come fine lo sviluppo di una cultura per la promozione della dignità della persona. A ritirare il prestigioso riconoscimento, il 26 febbraio, a Torino, potrebbero recarsi le due referenti principali del progetto: Maria Chiara Demuro, dirigente scolastico del “De André”, e Carla Ciavarella, direttrice del carcere di Nuchis. Il premio è il degno suggello di un’encomiabile sinergia tra scuola e carcere che va a ricompensare gli sforzi degli studenti e dei docenti dell’Artistico, oltre all’impegno dei detenuti che seguono lo stesso corso di studi. In tutto sono state coinvolte otto classi, quattro delle due sedi di Tempio e Olbia, e altre quattro del carcere. Ogni classe ha sviluppato l’analisi di un tema specifico sotto la guida di un insegnante e del coordinatore del progetto. Sono poi seguiti momenti di confronto con gli studenti-detenuti, ed è qui che il progetto è entrato nel vivo, andando a cogliere i suoi più significativi risultati. Di questo si dice giustamente orgogliosa la dirigente scolastica Maria Chiara Demuro. «Sono stati vissuti momenti di grande emozione impostati su rapporti umani intensi e autentici». Quelli che possono avere spinto gli ospiti della struttura di Nuchis a vedere nei ragazzi del liceo una parte di quel mondo di affetti e conoscenze che le circostanze della vita hanno reso inaccessibile e distante. Fedeli alle prescrizioni del bando, gli studenti, divisi in gruppi, hanno prodotto testi, sculture, poesie, lettere e disegni. La qualità degli elaborati ha ben orientato il giudizio della commissione. Fattori altrettanto determinanti sono stati i valori incarnati e messi in atto dal progetto, che ha tutti i requisiti per diventare una prassi raccomandabile a più livelli nel mondo della scuola. Il progetto confluirà in una pubblicazione. Avrà anche un’appendice immediata grazie ad un ciclo di seminari che si terranno a Torino e Novara ad aprile. L’auspicio è che possano prendervi parte gli studenti, i veri protagonisti del progetto e del successo meritatamente ottenuto. Un progetto che dimostra come confronto e integrazione possano diventare principi ispiratori di una didattica che non si sottrae alle sfide della vita reale.

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