La Nuova Sardegna

Olbia

Jihad islamica, i periti al lavoro

di Giampiero Cocco
Jihad islamica, i periti al lavoro

I consulenti dovranno tradurre le intercettazioni dei pakistani arrestati a Olbia

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SASSARI. Perizie e interrogatori. In attesa che venerdì prossimo, nell’aula bunker del supercarcere di Bancali a Sassari, riprenda il processo contro gli undici pakistani affiliati ad Al Quaeda, questa mattina a Bologna ci sarà il primo incontro tra i periti che dovranno tradurre le migliaia di ore di intercettazioni telefoniche e ambienteli registrate dalla Digos di Sassari. Il processo a carico degli 11 pakistani arrestati nell'aprile del 2015 a Olbia e in varie parti d'Italia, dopo le schermaglie procedurali, entra dunque nel vivo. A Bologna saranno presenti, questa mattina, i periti nominati dalla corte d’Assise di Sassari Giampiero Benedetti e Andrea Chiaiso. I due consulenti lavoreranno sul materiale che verrà loro indicato da accusa e difesa. Venerdì prossimo, in aula, dovrà invece deporre il vice questore Mario Carta, dirigente della Digos di Sassari che con i suoi uomini, coordinati dalla Direzione distrettuale antiterrorismo di Cagliari, ha portato avanti dieci anni di indagini sul gruppo di presunti terroristi islamici. La cellula con base operativa a Olbia, capeggiata da Sultan Wali Khan, avrebbe pianificato attentati commessi fra il 2008 e il 2010 in Pakistan, ideando attacchi terroristici anche in Italia.

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