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Olbia

Santa Teresa, l’addio dell’assessore Avellino

Oggi il consiglio comunale in cui sarà ufficializzato il rimpasto con l’ingresso in giunta di Manduco

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SANTA TERESA. Sarà ufficializzata oggi l'uscita di scena dell'assessore Anna Maria Avellino. La scorsa settimana ha rimesso le deleghe alla Cultura e alla pubblica istruzione nelle mani del sindaco, Stefano Pisciottu. L'assessore, abbandonata la giunta, ha detto addio anche ai banchi della maggioranza. Nella seduta consiliare, programmata per le 17.30, si annuncia la surroga del consigliere dimissionario; al suo posto dovrebbe entrare Pier Paolo Asara, il primo dei non eletti, che però è consigliere della Silene, la partecipata del Comune. Le due cariche sono incompatibili. Dal Palazzo comunale non trapela alcuna comunicazione ufficiale, ma nel valzer delle poltrone in giunta gli ultimi rumor danno per certa la nomina della delegata al Turismo, Stefania Taras (Irs) e l'ingresso di un quinto assessore. Tra i papabili la scelta pare che sia ricaduta su Gianbattista Manduco (Pd), consigliere con delega alla Portualità, Viabilità e verde pubblico, già in maggioranza nella precedente legislatura del sindaco Pisciottu. Se le voci saranno confermate la nuova squadra di governo cittadino rispetterà gli equilibri in giunta, così come previsto dalle disposizioni sulla parità di genere. I nuovi assessori affiancheranno Tiziana Cirotto, vicesindaco con delega ai Servizi sociali; Ignazio Mannoni (Pd), delegato al Bilancio, Programmazione e personale; l'assessore esterno ai Lavori pubblici, Paolo Molino. Nel corso della seduta il sindaco potrebbe sciogliere anche il nodo sulle nuove nomine del cda della Silene. Se Pier Paolo Asara siederà sugli scranni della sala consiliare dovrà essere sostituito. Anche in questo caso il primo cittadino dovrà cercare i giusti equilibri, i partiti che hanno appoggiato la coalizione “Lungoni adesso” chiedono di avere un proprio rappresentante. Se Pisciottu confermerà la fiducia al presidente Domenico Poggi, in quota Rossomori, le scelte dovrebbero ricadere su un componente del Pd e su uno di Sel. Tuttavia l'opposizione non resterà a guardare impassibile il cambio ai vertici della Silene, da tempo aveva chiesto di avere un rappresentante della minoranza. (w.b.)

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