Centrosinistra, primarie a rischio scricchiola il tavolo delle regole
La Coalizione civica e democratica litiga e si divide su un punto centrale: gli aventi diritto al voto Irremovibile Renato Cugini (Sel) : «Eravamo già d’accordo, se si cambia noi non parteciperemo»
OLBIA. Almeno nelle intenzioni, doveva essere una corazzata. Invece, la Coalizione civica e democratica già scricchiola e vacilla sotto l’implacabile fuoco amico. Ieri il “tavolo delle regole” in vista delle prossime elezioni primarie è saltato sulla mina degli aventi diritto al voto. Non un dettaglio, piuttosto sostanza politica. Nel senso che se non si trova un accordo su chi può votare significa che alle primarie possono anche presentarsi le famigerate “truppe cammellate” memoria di una stagione politica evidentemente dura a morire. In ogni caso, dopo la sonora litigata, tutti a casa senza un arrivederci e, soprattutto, senza certezze sulle due date chiave: il 5 marzo (termine ultimo la presentazione dei candidati) e il 19 marzo (la data fissata per le primarie). Si può ancora recuperare e la parola adesso passa alla diplomazia.
Il crac del centrosinistra ieri è stato brutale e improvviso. Quasi una banalità: è stata riaperta la discussione su una regola già condivisa e licenziata con giudizio unanime dall’apposita commissione. È la regola che riguarda gli aventi diritto al voto. Si era deciso che possono votare alle primarie, aperte e libere, i residenti elettori che hanno diritto poi di votare alle comunali. Non altri.
Per l’allargamento degli aventi diritto si sono espressi il gruppo Civicamente con Jacopo Merlini e una parte del Pd con Angela Corda. Il solo fatto di riaprire questa partita ha fatto saltare il “tavolo delle regole”, anche perché su questo argomento le due anime del Pd si erano già confrontate e scontrate nella velenosa stagione dei congressi. Un nervo scoperto, dunque.
Durissima la reazione degli altri partiti della coalizione. Ferma la posizione di Sel, che sul terreno traccia una linea netta che sa tanto di Rubicone. Irremovibile Renato Cugini, segretario provinciale: «Qualora si dovesse rimettere in discussione e modificare l’accordo raggiunto e ammettere anche i non aventi diritto al voto, Sel non parteciperà alle elezioni primarie». «È una questione molto semplice – aggiunge Cugini – aprire le primarie ai non aventi diritto al voto significa attribuire a queste persone la possibilità di condizionare la scelta di un candidato sindaco che poi loro stessi non potranno votare alle elezioni comunali».
A parte questo, il vero problema adesso è l’incertezza della situazione. Non è stato riconvocato il “tavolo delle regole” e la data del 5 marzo è dietro l’angolo. Come dire, c’è uno strappo da ricucire in fretta altrimenti le primarie rischiano di saltare e con esse anche la tregua elettorale tra le diverse correnti di pensiero del Pd. Un accordo di buon senso salutato positivamente da tutti nel centrosinistra, «a patto – come ironicamente aveva commentato Giommaria Uggias dell’Idv – che nessuno pensi di avere la classica volpe sotto il cappotto». Parole evidentemente profetiche.
@marcobittau
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