La Nuova Sardegna

Olbia

Allarme a Pittulongu: un fiume di liquami scende verso il mare

di Giandomenico Mele
Allarme a Pittulongu: un fiume di liquami scende verso il mare

La pioggia ha mandato in tilt l’impianto di sollevamento L’albergatore Nino Sini presenta un esposto in Procura

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OLBIA. La puzza si sente fin dalla strada, perché la fogna a cielo aperto non lascia scampo nemmeno all'olfatto. Ma è la vista a due passi dalla spiaggia di Pittulongu a richiamare l'ennesima denuncia alla Procura della Repubblica da parte di Nino Sini, titolare dell'hotel Stefania e dell'omonimo ristorante Nino's. Un testimone di lungo corso del disservizio a due passi da casa, albergo e ristorante. Ieri mattina, dopo le piogge della notte, un tombino è esploso, spargendo liquami fognari davanti all'ingresso della casa di Nino Sini e giù fino alla spiaggia in un piccolo corso maleodorante. «Da anni ormai segnalo che la pompa di sollevamento che gestisce Abbanoa è insufficiente – spiega l'albergatore – ogni volta che piove si allaga tutto e i liquami si spargono sulla strada».

Denuncia alla Procura. Come atto quasi inevitabile, questa mattina Sini depositerà in Procura l'ennesimo esposto. Intanto ieri sono arrivati a Pittulongu carabinieri e guardia forestale per accertare lo stato dei luoghi. Hanno scattato fotografie e ci sarà una relazione per quello che si configura da anni come problema irrisolto. «Non posso che denunciare Abbanoa alla magistratura – spiega Sini – siamo ormai in causa da anni ma qui non si risolve mai nulla». Ancora nel pomeriggio un tombino sputa copiosamente fuori un liquido dall'odore inequivocabile, con l'inevitabile effetto collaterale dello sversamento in mare, ricavando un percorso nella spiaggia. Un disservizio verso i residenti che, in previsione della stagione turistica, non fa presagire nulla di buono nemmeno per i turisti. «Ho un albergo e un ristorante, come pensano che possa fare? – attacca Sini – O potenziano il sistema di sollevamento oppure lo spostano, non posso ritrovarmi la casa allagata». L'albergo è chiuso, ma la piscina pare essersi trasferita in strada. «Con il ristorante e l'albergo aperti – continua – come pensano che possa accogliere la gente davanti a una marea di liquami maleodoranti?».

Anni di proteste. Annoso problema, come si suol dire. Ma annoso è dir poco. Sini ha una lunga sequenza di denunce presentate, fitta documentazione di tombini esplosi come ci fosse una Santabarbara nel sottosuolo. Fin dal luglio del 2007, con l'esplosione di un tombino e fuoriuscita di acque nere che aveva sollevato un mare di polemiche. In quel caso era stato un guasto ai motori delle pompe a provocare la fuoriuscita di liquami, con l'aggravante del caldo e della stagione estiva iniziata da tempo, con turisti e bagnanti ammorbati da esalazioni poco gradevoli.

Ingresso inagibile. Passati poco meno di 9 anni, la storia si ripete con disarmante regolarità.Testimone del fatto e vittima allo stesso tempo. Nino Sini non è riuscito a entrare in casa e si è trovato il garage allagato. «È una situazione insostenibile, se non avessi l'albergo e non potessi entrare da un altro ingresso – racconta –sarebbe stato impossibile arrivare a casa. Sono in causa con Abbanoa da anni, non sono disposto a sopportare oltre questa situazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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