Rifiuti, il giudice al Cipnes: deve risarcire il Comune
Arzachena, il Consorzio pagherà 300mila euro di danni più 15mila di spese legali La vicenda giudiziaria cominciò nel 2007 con la fine anticipata del contratto
ARZACHENA. Nuovo e decisivo passo in avanti nella battaglia dei rifiuti tra Comune e Cipnes. Una odissea legale che va avanti dal 2007, anno in cui l’ente locale decise di rottamare anticipatamente il contratto del servizio di nettezza urbana. La Corte di Appello di Sassari non ha accolto la richiesta di risarcimento danni avanzata dal Consorzio industriale, contro la quale si era opposto l’avvocato del Comune, Giuseppe Bardini. La recentissima sentenza stabilisce che l’esclusiva giurisdizione in materia è del Tar. Un elemento chiave per la controversia: il giudice amministrativo, infatti, si era già espresso dando ragione al Comune. In sostanza, il Cipnes, dopo aver già versato 700mila euro nelle casse comunali, ora sarà costretto a sborsarne altri 300mila, più il rimborso di 15mila euro per spese legali. Al Consorzio resta una ultima strada da percorrere: il ricorso in Cassazione, ma la corte suprema non si pronuncia su questioni di merito.
L'iter giudiziario. Dal 2007 la battaglia del cassonetto tra Cipnes e Comune ha seguito diversi percorsi giudiziari. Davanti al giudice amministrativo, ma anche davanti a quello ordinario. Il Cipnes chiedeva il pagamento degli esborsi sostenuti, dei lavori eseguiti e il mancato guadagno dovuto alla cessazione anticipata del contratto, sottoscritto nel 2003, per iniziativa unilaterale del Comune. Lo scorso anno il giudice, dopo aver rinviato la decisione alla prima udienza, aveva emesso una sentenza con cui sosteneva che la giurisdizione in materia era del tribunale amministrativo e non del giudice ordinario. Nel 2011 il Comune fu costretto a versare un milione di euro al Cipnes come risarcimento per la rescissione del contratto. Ma nel 2013, una sentenza del tribunale ordinario, impose al Consorzio la restituzione della somma. Con la nuova sentenza della Corte d'appello è ora chiamato a sborsare i restanti 300mila euro.
La storia. Nel 2007, l'allora amministrazione guidata dal sindaco Pasquale Ragnedda, scontenta del servizio reso dal Consorzio (all’epoca si chiamava Cines), decise di tagliare i rapporti contrattuali. Il Cipnes presentò il conto: oltre 2 milioni di euro. Il giudice civile stabilì in 1 milione e 9mila euro la provvisionale, riservandosi di quantificare con sentenza la somma definitiva dopo due anni. Il Comune fu costretto a sborsare il salato indennizzo. L’amministrazione, nel frattempo, sollevò un vizio di giurisdizione, sostenendo che del risarcimento dovesse occuparsene il Tar e non un giudice civile. Nel novembre 2013 il colpo di scena: lo stesso giudice che nel 2011 aveva imposto al Comune il versamento del milione di euro ribaltò la sentenza, rigettando tutte le richieste del Cipnes.
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